8 Giugno 2013

Obama: non spiamo gli americani

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«Non puoi avere il cento per cento di sicurezza, il cento per cento di privacy e zero inconvenienti. Come società dobbiamo fare una scelta». Ha replicato così Obama alle critiche che gli sono piovute addosso a causa dei programmi di controllo che permettono alla Nsa di avere dati su tutte le telefonate degli americani e su tutto il traffico internet made in Usa. D’altra parte, ha assicurato, i dati controllati riguardano solo i numeri di telefono interessati e la durata delle chiamate: nessuno può ascoltare le conversazioni senza previa autorizzazione della magistratura. E si dice pronto a partecipare a eventuali dibattiti pubblici sul tema. Anche perché lui stesso, ha ricordato, ha espresso recentemente e pubblicamente il desiderio di uscire da una deriva “poliziesca” post 11 settembre.

Una replica a tutto tondo, che potrebbe spostare il fuoco di fila delle critiche e aprire un dibattito pubblico sul tema dei controlli; una mossa grazie alla quale lo stesso Obama si candida a gestire possibili cambiamenti in tema di sicurezza. Certo è che difficilmente i repubblicani possono cavalcare l’onda della protesta per mettere all’angolo il Presidente, dal momento che queste pratiche sono nate sotto la presidenza di George W. Bush. Ma è ancora presto per dire che la tempesta per Obama è passata: il tema del contendere è spinoso e non immune da ulteriori sorprese.