7 Giugno 2013

Sacro cuore di Gesù, fa ch'io t'ami sempre più

di Maria Piera Iannotti
Tempo di lettura: 4 minuti

Quando a quattro anni offrì la sua purezza al Signore, Margherita Alacoque era ancora inconsapevole del senso di quel che stava facendo.

Nacque a Latecour, nella Loira, il 22 luglio 1647, in una famiglia benestante e di grande fervore cristiano. Erano gli anni in cui la Francia era attraversata dal vento del giansenismo, piegandosi ad esso.

Vivacissima, disinvolta e, allo stesso tempo, attratta dalla preghiera e dal ritiro, la fanciulla seguì la via che il Signore le aveva segnato: dedizione ai poveri, agli ammalati e adorazione dell’Eucarestia. Rimasta orfana di padre a soli otto anni, fu costretta, insieme alla madre, a dipendere dai parenti che non le risparmiarono sofferenze e prevaricazioni, faticose per un fisico già minato dalle malattie. Obbediente e generosa, Margherita sostenne le avversità; fu attratta anche dalla mondanità, non disdegnando feste e abiti eleganti. Ma questo non durò a lungo, perché la giovane ritornò presto alla vita semplice di prima, di preghiera e di soccorso al prossimo.

Fu solo nel 1669, a 22 anni, che ricevette la cresima e aggiunse al suo nome quello della Madonna, sua fervida confidente. Sua madre aveva prospettato per lei un futuro di sposa e mamma, ma Margherita, nonostante l’indole disciplinata e ubbidiente, si oppose fermamente e dichiarò la sua salda intenzione di entrare in convento. I parenti, dopo un’iniziale ed inutile obiezione, acconsentirono, ma tentarono comunque di decidere per lei sia l’ordine che il monastero. Margherita Maria fu invece risoluta a entrare nell’ordine della Visitazione, fondato da San Francesco di Sales.

Nell’abbazia della Visitazione di Paray-Le-Monial, non lontano da Lione, la giovane consacrata fu visitata da Gesù, che in quelle visioni le fece quelle confidenze conosciute come “le grandi rivelazioni di Gesù”.

Fu a causa delle Sue visite che Margherita Maria patì l’avversione delle superiore e delle consorelle, che a lungo misero in dubbio la sua parola, traendola in uno stato di confusione e sofferenza.

Fu il beato Calude La Colombière, sua guida spirituale, a comprendere invece quanto prezioso fosse il dono fatto alla visitandina Margherita ed a imporle, quasi, di scrivere in un’autobiografia le rivelazioni di Gesù,.

Le apparizioni ebbero inizio il 27 dicembre 1673, a quanto scrisse la santa stessa, e si protrassero per ben diciassette anni, fino alla sua morte, il 17 ottobre 1690, nell’amato monastero.

“Il mio divino Cuore”, le disse Gesù nella prima apparizione, “è tanto appassionato d’amore per gli uomini e per te in particolare che, non potendo più contenere in se stesso le fiamme del suo ardente amore, sente il bisogno di diffonderle per mezzo tuo e di manifestarsi a loro per arricchirli dei suoi preziosi tesori che ti svelerò e che contengono le grazie santificanti”.

Margherita Maria Alacoque fu canonizzata nel 1920. Ma Pio IX, già nel 1856, promosse a festa universale la devozione al Sacro Cuore ed iniziò la pratica dei nove venerdì del mese, che delle promesse del Sacro cuore è quella più cara al popolo cristiano. “Ecco quel cuore che ha tanto amato gli uomini” le aveva detto Gesù, mostrandole il Suo cuore “su un trono di fiamme, raggiante come il sole, con la piaga adorabile, circondato di spine, sormontato da una croce”. In tante case, ancora oggi, l’immagine è lì, per proteggere e custodire le nostre famiglie.

Margherita Maria, nella sua autobiografia, scriveva: “adesso che il mio Signore mi accompagnava dappertutto, non mi davo più pensiero né del tempo, né del luogo. Ero indifferente a qualsiasi decisione presa nei miei riguardi, ero contenta ovunque. Perché, adesso che ero certa che si era dato a me, senza alcun merito, ma solo per bontà sua, sapevo che nessuno poteva allontanarmi da Lui.” Ed ancora: “La santissima Vergine si è sempre presa cura di me; accorrevo a Lei per ogni mia necessità ed Essa mi ha sempre salvato dai grandi pericoli. Non osavo, per nessuna cosa al mondo, rivolgermi al Suo divin Figlio, mi indirizzavo sempre a Lei, offrendoLe la corona del Rosario, stando con le ginocchia nude per terra, baciando il suolo ad ogni Ave Maria che recitavo”.

“Sacro cuore di Gesù, fa ch’io t’ami sempre più”: è una delle più note giaculatorie al Cuore di Gesù. Sono tante e care al popolo cristiano queste brevi orazioni indirizzate al cuore del Signore. Brevissime preghiere, che fanno meritare, senza alcun merito, la Sua infinita misericordia. Preghiere povere, di un attimo fuggevole, che aprono il povero cuore umano all’eterno. E che le apparizioni del Signore a santa Margherita Maria Alacoque hanno benedetto nei secoli.

Gesù, apparendo a Margherita Maria Alacoque, fece queste promesse ai fedeli devoti al suo Sacro cuore:

1. Io darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato

2. Metterò e conserverò la pace nelle loro famiglie

3. Li consolerò in tutte le loro pene

4. Sarò loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte

5. Spanderò copiose benedizioni su di ogni loro impresa

6. I peccatori troveranno nel mio Cuore la sorgente e l’oceano infinito della misericordia

7. Le anime tiepide si infervoreranno

8. Le anime fervorose giungeranno in breve tempo a grande perfezione

9. La mia benedizione poserà anche sulle case dove sarà esposta ed onorata l’immagine del mio Cuore

10. Ai sacerdoti io darò la grazia di commuovere i cuori più induriti

11. Le persone che propagheranno questa devozione, avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà cancellato mai.

12. A tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si comunicheranno al primo venerdì d’ogni mese, io prometto la grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti (se necessari) ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.