5 Giugno 2013

Il Papa: Dio ascolta chi prega con la carne

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Tobia e Sara

Coloro che soffrono «devono entrare nel mio cuore», «essere un’inquietudine per me: il mio fratello soffre, la mia sorella soffre. Ecco… il mistero della comunione dei santi: pregare il Signore: “Ma, Signore, guarda quello: piange, soffre”. Pregare, permettetemi di dirlo, con la carne: che la nostra carne preghi. Non con le idee. Pregare con il cuore», perché «la preghiera sempre arriva alla gloria di Dio, sempre, quando è preghiera dal cuore»; al contrario, non arriva mai quando «è un gioco intellettuale». Così Papa Francesco nella Messa del 5 giugno in Casa Santa Marta. Partendo dalla prima lettura del giorno, quella di Tobia e Sara, due persone giuste che vivono situazioni drammatiche e che pregano il Signore di farli morire, il Pontefice ha spiegato: «Lamentarsi davanti a Dio non è peccato. Un prete che io conosco una volta l’ha detto ad una donna che si lamentava davanti a Dio […]: “Ma, signora, è una forma di preghiera quella. Vada avanti”. Il Signore sente, ascolta i nostri lamenti». Poi ha chiesto: «Noi, quando pensiamo a questa gente che soffre tanto, pensiamo come se fosse un caso di morale, pure idee, […] o pensiamo con il nostro cuore, con la nostra carne, anche? A me non fa piacere quando si parla di queste situazioni in maniera tanto accademica e non umana». Il Papa ha quindi invitato a pregare per quanti vivono situazioni drammatiche e come Gesù sulla Croce gridano: «“Padre, Padre, perché mi hai abbandonato?”».