30 Maggio 2013

Con Gesù i simboli non contano più

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«La vigilia della sua passione Gesù non ha lasciato un semplice simbolo di se stesso, o una sua memoria affidata solo al desiderio o all’intensità del loro affetto: egli ha lasciato la sua persona nella forma del suo sacrificio […]. Il simbolo religioso, commemorativo, non è la novità cristiana: questa novità consiste nel fatto sorprendente che nel modo e nell’indicazione del segno del pane e del vino e quindi di una convivialità umana, Cristo ha dato se stesso; così il segno eucaristico non è indice di lontananza, rimando a un’assenza, ma tramite di vera presenza. Del resto con il Signore Gesù i simboli non contano più; alla loro ombra si è sostituita la Sua verità; alla loro attesa la Sua venuta, nell’Eucaristia Gesù ha reso disponibile se stesso». Così Inos Biffi, in un articolo pubblicato sull’Osservatore romano il 30 maggio (giorno in cui in Vaticano si celebra il Corpus Domini) dal titolo Non solo un simbolo.