Mondo

23 aprile

Sri Lanka: bombardamento in cerca d'autore

La settimana santa, iniziata con l'incendio (non doloso) di Notre Dame è finita con le bombe alle chiese dello Sri Lanka. In une delle ultime note avevamo accennato come il fumo levatosi dalla Cattedrale di Notre Dame fosse "di nefasto auspicio, per la Chiesa, in particolare,

19 aprile

Veto di Trump: prosegue la guerra nello Yemen.

Il presidente USA Donald Trump ha posto il veto a una risoluzione proposta dal Congresso per porre fine al sostegno americano alla coalizione araba in Yemen. È dall'inizio della guerra che gli Stati Uniti forniscono materiale bellico e servizi logistici all'Arabia

18 aprile

Russia - Usa: si incontrano i consiglieri dei due presidenti

Un incontro non al vertice ma quasi quello tra gli assistenti speciali di Trump e Putin: Fiona Hill, che consiglia il presidente Usa su Europa e Russia, si è recata a Mosca per incontrarsi con Yury Ushakov, assistente speciale del Cremlino. Nulla è trapelato

17 aprile

Al Sisi sfila l'Egitto dalla Nato araba

Il Parlamento egiziano decide di prolungare il mandato del presidente fino al 2030. Di fatto un mandato a vita per al Sisi. Il Cairo ha così il suo nuovo faraone, al quale ha affidato il destino del Paese. Uno sviluppo che segue la decisione improvvisa e imprevista di al

16 aprile

Le fiamme di Notre Dame e quelle di Gerusalemme

Notre Dame brucia. E il mondo è sgomento. Sembrava dovesse venir giù tutto: non è andata così, anche se il rischio resta. Inizia così la Settimana Santa, nella quale la Chiesa fa memoria della Passione del Signore. Va subito detto che la cosa più importante

15 aprile

L'India e le "guerre stellari" di Trump

Il 27 marzo Narendra Modi, primo ministro di Nuova Delhi, ha riportato pubblicamente la notizia della distruzione di un satellite indiano, orbitante a circa 300 km dalla superficie terrestre, tramite l’uso di un’arma anti-satellite che conferisce di diritto all'India lo

13 aprile

Elezioni Israele: Netanyahu vince, ma non stravince

Benjamin Netanyahu vince la sua quinta elezione e il mondo intero ne riconosce l'indubbia capacità politica. Entra nella storia come il più longevo primo ministro d'Israele e vince la sfida con Benny Gantz, l'ex Capo di Stato maggiore che per la prima volta sembrava potesse