Mondo

22 novembre

Medio oriente: la sconfitta dell’Isis

Il generale Qassem Suleimani, guida delle brigate di al Quds della Guardia Repubblicana, riconosciuto nel mondo come il più autorevole militare iraniano, ha annunciato ufficialmente la vittoria sull'Isis, o Daesh in arabo. E lo ha fatto in una lettera indirizzata

17 novembre

Maidan: i cecchini di allora accusano i manifestanti

I cecchini di Maidan, che hanno sparato sui manifestanti che assiepavano la piazza e le forze di polizia che li contrastavano, non erano agli ordini del governo, ma dalle forze oscure che spingevano per la caduta del premier Viktor Yanukovich. Questo il resoconto di tre

16 novembre

La crisi libanese: il nyet israeliano

La crisi libanese conseguente al rapimento da parte dei sauditi del primo ministro Saad Hariri ha rischiato di innescare un conflitto di grandi proporzioni in Medio Oriente. In uno scritto pubblicato sul al Monitor, Ben Caspit ha spiegato che la prossimità tra Tel Aviv e i

15 novembre

Un’inchiesta sulla Clinton?

Il Ministro della Giustizia Jeff Session ha annunciato che sta valutando I'opportunità di nominare un procuratore speciale per verificare le accuse mosse da alcuni deputati repubblicani contro Hillary Clinton. I repubblicani vogliono sapere «se l'inchiesta sull'utilizzo di

15 novembre

Lo sporco segreto di Raqqa (e della guerra siriana)

«Lo sporco segreto di Raqqa», questo il titolo di un reportage della Bbc «che documenta l’accordo dei curdi siriani per l’uscita indenne da Raqqa di 4mila jihadisti armati, foreign fighters compresi, con l’avallo americano e britannico. Un’intesa “segreta” ma

14 novembre

I curdi iracheni vogliono trattare con Baghdad

«Il governo del kurdistan iracheno (KRG) oggi ha dichiarato martedì che rispetterà la sentenza del tribunale che vieta la secessione della regione curda.

La scorsa settimana, la Corte federale suprema dell'Iraq ha stabilito che la Costituzione del paese non consente la

13 novembre

Puigdemont apre al negoziato

Indipendenza o morte? Questa la domanda diretta posta dal cronista de Le Soir al presidente del Parlamento catalano Carles Puigdemont: «Mai!», la secca risposta. «Io sono sempre per un accordo. Ma l'origine di tutto questo è la cancellazione dello Statuto che sanciva

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