Mondo
4 giugno

Rhodes, Netanyahu e i raid in Siria

Benjamin Netanyahu appoggiò la scelta di Barack Obama di chiedere al Congresso l'autorizzazione a bombardare la Siria dopo la strage di Ghouta dell'agosto del 2013, quanto il mondo accusò Assad di aver usato le armi chimiche contro i cosiddetti ribelli (sul punto vedi Piccolenote). A sostenerlo è Ben Rhodes, vice-Consigliere per la sicurezza nazionale

Postille
4 giugno

Bannon, Soros e il governo gialloverde

Steve Bannon, lo stratega della campagna elettorale di Donald Trump, segue da vicino le italiche vicende. Sostenitore convinto del governo gialloverde, ieri è stato intervistato da Antonello Guerrera, per la Repubblica, al quale ha spiegato che "Roma è ormai al centro della politica mondiale". Le analogie tra le elezioni Usa e quella italiane Interessante questo rilievo di

Postille
2 giugno

Il governo di Sanchez e le sulfuree evocazioni italiane

Nel giorno in cui si insedia il nuovo governo italiano, in Spagna il Parlamento ha dimissionato Mariano Rajoy. Nuovo primo ministro è il socialista Pedro Sanchez. Il governo di Sanchez e gli indipendentisti catalani Rajoy, delfino di José Maria Aznar, cade per una mozione di sfiducia motivata da alcuni scandali. Ma a perderlo ha contribuito il braccio di ferro

Postille
1 giugno

Accordo Russia-Israele: luce verde ad Assad per Daraa

Un grande lavorio diplomatico culminato nella visita del ministro della Difesa israeliano Avigdor Lieberman in Russia sembra abbia permesso di disinnescare un'escalation del conflitto siriano. A tema la Siria meridionale, al confine con Israele. Tel Aviv ha dichiarato con fermezza che non può accettare la presenza militare iraniana in Siria, negata dal presidente siriano

Postille
1 giugno

Il giorno del compromesso

Dopo certo scompiglio nasce un governo che si autodefinisce di "cambiamento". Di per sé è definizione ambigua, ché si può cambiare in bene o male, quindi ci asteniamo dal commentarla. Un governo populista? Quel che si può dire è che continuare a definirlo "populista" è solo parte di una propaganda alquanto logora, che vorrebbe il mondo diviso tra populisti, i

Postille
31 maggio

Babchenko: il morto che parla ucraino

Ha fatto notizia la resurrezione di Arkadij Babchenko, pianto morto per un giorno perché ucciso dai perfidi russi che ne temevano le rivelazioni. La disperazione della moglie che lo aveva trovato in un lago di sangue, l'annuncio rimbalzato in ogni angolo del mondo. "La macchina totalitaria del Cremlino non ha perdonato Babchenko" aveva tuonato il premier ucraino

Mondo
31 maggio

Quando Netanyahu ordinò di attaccare l’Iran

Intervista shock quella rilasciata dall'ex capo del Mossad Tamir Pardo a una televisione israeliana e riferita da Haaretz. Nel 2011, ha rivelato l'ex dirigente dell'intelligence, il premier Benjamin Netanyahu ordinò a lui e al Capo di Stato maggiore dell'esercito,  generale Benny Gantz, di prepararsi ad attaccare l'Iran entro 15 giorni. La guerra di Tamir Pardo Un

Chiesa
30 maggio

La frana del santuario di Gallivaggio

In questi giorni ha fatto notizia il crollo che ha interessato il santuario della Madre della Misericordia di Gallivaggio, dove la montagna è venuta giù per un collasso atteso e paventato da tempo. E per questo, in parte contenuto grazie a misure preventive particolari. Ma nonostante tutto, il fatto che non abbia procurato eccessivi danni ha suscitato lo stesso stupore,

Mondo
30 maggio

Il Congresso Usa vuol togliere a Trump il potere di Guerra

"Martedì sera, la Camera ha approvato all'unanimità un emendamento che chiarisce la posizione del Congresso secondo cui non esiste alcuna legge che conferisca al Presidente il potere di lanciare un attacco militare contro l'Iran. Oggi, questo emendamento è stato approvato dalla Camera degli Stati Uniti come parte del National Defense Authorization Act del 2019". Questo

Postille
29 maggio

Lieberman, Shoigu e il Golan occupato

Il ministro della Difesa israeliano Avigdor Lieberman domani si incontrerà con il suo omologo russo Sergej Shoigu a Mosca. Notizia non banale, dato che negli ultimi tempi i rapporti tra i due Paesi sono stati tesi. Ciò per l'appoggio incondizionato di Mosca ad Assad e il suo tacito placet al dispiegamento delle milizie iraniane in Siria, nonostante Israele giudichi tale