Mondo
29 dicembre

Gli attentati di San Pietroburgo e Kabul

Un nuovo attentato ieri nel tormentato Afghanistan: 40 le vittime di una serie di esplosioni che hanno preso di mira un centro culturale islamico sciita a Kabul. A colpire stavolta è la sezione afghana dell'Isis che si fa chiamare Stato islamico del Khorasan, non i Taliban legati ad al Qaeda, che pure infesta il Paese. Sulla Repubblica di oggi, Giampaolo Cadalanu spiega

Mondo
29 dicembre

Le dimissioni di Hariri e il NYT

Il rapimento del primo ministro Saad Hariri da parte dell’Arabia Saudita, uno dei capitoli più oscuri della guerra segreta che si sta combattendo in Medio oriente, è stato finalmente raccontato nei dettagli. Un resoconto basato su fonti ben informate, che hanno parlato sotto il vincolo dell’anonimato, è stato pubblicato sul New York Times il 24 dicembre, a firma

Mondo
28 dicembre

Mieli, i neocon le armi all’Ucraina

Una intemerata contro un «movimento di opinione teso a minimizzare» la minaccia che la Russia rappresenterebbe per l'Europa, in particolar modo contro quanti non si avvedono della condizione dell'Ucraina, «assediata da russi e filo-russi del Donbass». Questo uno dei temi dell'editoriale odierno del Corriere della Sera a firma di Paolo Mieli. Uno scritto che elogia

Postille
27 dicembre

Gerusalemme, pressioni indebite su Abu Mazen

La controversia su Gerusalemme vede intrecciarsi manovre oscure. Ne riferisce Debkafile, sito israeliano ben informato, che in due articoli rivela le indebite pressioni da parte dei principi ereditari dell'Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti (rispettivamente Mohamed bin Salman e Mohamed bin Zayed) sul presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen per

Postille
22 dicembre

Delle elezioni catalane

Il voto in Catalogna ha riproposto l'assetto politico precedente alla dichiarazione di indipendenza. Con un'unica eccezione: il crollo del Ppe a favore dei più identitari ciudadanos. Mariano Rajoy sembra dunque aver giocato male le sue carte, consegnando ad altri la bandiera dell'unionismo che pure ha fatto garrire al vento della tempesta. Un errore di strategia che

Postille
22 dicembre

Gerusalemme: il voto all’Onu

La condanna all'Onu della dichiarazione di Trump su Gerusalemme capitale di Israele è passata con una maggioranza schiacciante, come previsto. A nulla sono valse le minacce del presidente americano, il quale ha promesso di prender nota dei cattivi a futura memoria. Minacce reiterate nel post voto da Nikki Haley, ambasciatrice con l'elmetto degli Stati Uniti alle Nazioni

Come in cielo
21 dicembre

Roma e il Natale

Maria sta seduta, vestita di una stola. Il capo, coperto dal mantello, è reclinato verso il bambino Gesù che, con il braccio teso verso la mamma, ci guarda. Accanto, una figura maschile: con la mano sinistra tiene un rotolo e con la destra addita una stella. L'attribuzione è dubbia. Forse è san Giuseppe. O forse, secondo Joseph Wilpert, collaboratore del grande

Mondo
21 dicembre

Baremboim e lo Stato della Palestina

Un accorato appello alla pace per la Terrasanta quello di Daniel Baremboim pubblicato oggi sul Corriere della Sera, che chiede alla comunità internazionale di riconoscere finalmente il diritto di una patria per i palestinesi accanto a quella israeliana. «I Palestinesi», scrive Baremboim, «hanno da tempo rinunciato al loro diritto all'intero territorio della Palestina

Postille
19 dicembre

Hamas non vuole un’escalation a Gaza

Ieri avevamo scritto che a Gaza sta avvenendo una lotta intestina che vede il movimento di Hamas opporsi ai miliziani della Jihad islamica. Sono questi ultimi a lanciare razzi contro Israele che, oltre a procurare paura nella popolazione civile, provocano le reazioni di Tel Aviv, che ha più volte inviato i suoi jet a bombardare la Striscia di Gaza. Il riconoscimento di

Postille
19 dicembre

Putin: grazie alla Cia

Ha fatto il giro del mondo il ringraziamento che Putin ha indirizzato alla Cia per aver fornito informazioni vitali per sventare un attacco a San Pietroburgo. Cortesia che ha dato occasione al presidente russo di avere una conversazione telefonica con Donald Trump. È la seconda in quattro giorni: nella precedente i due presidenti avevano parlato di possibili modalità di

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