Mondo
2 novembre

Regeni: le domande cui Cambridge non risponde

Dopo più di un anno di insistenza sulle reticenze egiziane (versati fiumi di inchiostro in proposito), Carlo Bonini, con un articolo pubblicato sulla Repubblica del 2 novembre, si accorge che il caso Giulio Regeni presenta un altro lato oscuro, che è quello delle reticenze britanniche. Che poi è il punto decisivo della vicenda, se è vero, come è vero, che il pesce puzza

Postille
1 novembre

NY: dalle Torri gemelle al terrorista sparachiodi

Le oscure forze della globalizzazione colpiscono ancora. Con un attentato meno eclatante di altri, ma perpetrato a New York. Scelta non casuale perché amplifica la portata dell'azione dal momento che evoca e riecheggia memorie indelebili, quelle dell'11 settembre e delle Torri demolite in una mattina di orrore. Anche il giorno non è stato scelto a caso: Halloween è una

Notes
1 novembre

Un Notes per “Tutti i santi”

Oggi la Chiesa celebra la solennità di tutti i santi.  Santi acclarati e santi senza "san", come richiamava una rubrica che don Giacomo intese realizzare sulle pagine del mensile 30giorni. Riprendiamo appunto un pensiero di don Giacomo che abbiamo già citato, per cenni, sul nostro povero sito:  uno di più bei regali che il Signore, attraverso don Giacomo, ha fatto

Mondo
31 ottobre

L’Iran frena il suo programma missilistico

Il capo dei guardiani della rivoluzione, generale Mohammad Ali Jafari, in una conferenza stampa tenuta il 31 ottobre, ha dichiarato che la guida suprema dell'Iran, ayatollah Alì Khamenei, ha chiesto che «la gittata dei missili balistici fabbricati nel Paese sia limitata a 2.000 km (1.240 miglia)». Un raggio di azione che «limita la loro portata ai soli obiettivi

Mondo
31 ottobre

Cina – Corea del Sud: disgelo in Estremo oriente

Dopo tante tensioni causate dalla crisi della Corea del Nord, l'accordo tra Cina e Corea del Sud di questi giorni segnala un'inversione di tendenza in Estremo Oriente. I due Paesi avevano da tempo congelato i loro rapporti a causa del Thaad, il sistema d'arma americano collocato a Seul che la Cina vede, non senza ragioni, come una minaccia alla sua sicurezza

Mondo
31 ottobre

Si dimette Barzani: altro colpo all’indipendentismo curdo

Il processo indipendentista del Kurdistan iracheno subisce un nuovo colpo: si è dimesso il presidente Masoud Barzani che è stato primo motore immobile (almeno finora) del processo secessionista, iniziato con il referendum del 25 settembre. Il passo di Barzani era stato preceduto da un appello alle autorità di Baghdad, nel quale il presidente del Kurdistan aveva

Mondo
30 ottobre

La disfida della Catalogna

Il commissariamento della Catalogna da parte del governo di Madrid è stato apparentemente soft: non la nomina di commissari ad hoc, cosa che avrebbe comportato contestazioni locali ai nuovi arrivati da parte della folla e del personale dell'amministrazione catalana, ma un passaggio di competenze dai singoli dicasteri regionali a quelli nazionali. Detto questo, la piazza

Mondo
30 ottobre

Corea: la guerra che non vuole nessuno

Tre portaerei Usa stanno convergendo verso la penisola coreana. Una esercitazione programmata da tempo, dicono gli americani. Rassicurazione che non rassicura affatto. Non solo la Corea del Nord, che da tempo denuncia l'ostilità degli Usa nei suoi confronti e giustifica come deterrenti in tal senso le sue iniziative balistiche. Ma anche il mondo, che segue con

Mondo
28 ottobre

La crisi spagnola è, insieme, crisi europea

Interessante riflessione di Stefano Lepri sul Corriere della Sera del 28 ottobre sulla crisi spagnola. Dopo aver spiegato che l'appello alla tranquillità del premier Mariano Rajoy non è affatto sufficiente a rispondere alla situazione, si chiede se si poteva evitare il precipitare degli eventi. «L'essenza stessa delle autonomie spagnole», spiega, «e la trama dello

Postille
27 ottobre

Spagna: un ripensamento di troppo

Si era aperto uno spiraglio. Ieri il presidente della Catalogna Carles Puigdemont sembrava aver avuto un ripensamento e aveva indetto una conferenza stampa per annunciare nuove elezioni regionali. Era il punto di fuga più sensato, l'unica via di uscita da una situazione che aveva portato la Spagna sull'orlo del precipizio. Poi ci ha ripensato un'altra volta. E tutto è

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