La pulce nell'orecchio
8 gennaio

Linkin Park, One more light

A chi importa se un'altra luce si spegne? In un cielo di un milione di stelle Tremola, tremola… A chi importa quando il tempo di qualcuno si esaurisce? Se un momento è tutto ciò che siamo O più breve, più breve! A chi importa se un'altra luce si spegne? A me, certo!   In cucina, una sedia in più di quante servono Non è giusto! Ma

Postille
5 gennaio

Corea: la Pax Olimpica

Fiorisce la Pax Olimpica: dopo le aperture del presidente nordcoreano Kim jong-un nel discorso di fine anno e la pronta risposta della Corea del Sud, che ha subito accolto la mano tesa dall'antagonista, arriva anche il placet americano: Trump ha deciso di rinviare l'esercitazione militare che ogni anno l'Us Army effettua con le forze armate di Seul. È appunto la Pax

Mondo
5 gennaio

Il tweet alla Chiesa di Satana di Chelsea Clinton

Un tweet di Chelsea Clinton ha fatto certo rumore. Si tratta di un augurio per un felice anno nuovo. E fin qui nulla di strano. La cosa che ha destato certo imbarazzo è che era indirizzato alla Chiesa di Satana, con la quale, scrive la first daughter, ha intessuto rapporti pregressi non meglio specificati. La Chiesa di Satana, lieta, ha contraccambiato. Tale scambio di

Mondo
5 gennaio

La Storia dell’Osservatorio siriano dei diritti umani

Se ne sono accorti! Dopo anni, sei lunghi anni, nei quali l'Osservatorio siriano per i diritti umani è stato una sorta di oracolo che informava, nel senso più ampio del termine, tutti gli articoli sulla Siria scritti sui media mainestream, hanno scoperto che era una fonte di Fake News. Non era difficile arrivarci. Bastava vedere la sua struttura: «l'Osservatorio è in

Mondo
4 gennaio

Brexit ancora in bilico

«Il 2018 sarà l'ultima chanche di fermare la Brexit. Toccherà al Parlamento britannico bocciarla [...] a quel punto sono verosimili varie ipotesi, da elezioni anticipate a un secondo referendum». Così Tony Blair in un'intervista rilasciata a Enrico Franceschini per la Repubblica di oggi. Non si rassegna il leader britannico. Da tempo si batte per evitare a tutti costi

Postille
4 gennaio

Di narrative e di Iran

Nel commentare le proteste che stanno attraversando l'Iran certa narrativa mediatica si concentra sulla povertà diffusa nel Paese: sarebbe infatti la scandalosa sperequazione economica frutto dal retrivo regime di Teheran la causa della rivolta. Come cenno esemplare di tale narrativa riportiamo parte dell'articolo di Viviana Mazza pubblicato sul Corriere della Sera di

Postille
3 gennaio

Segnali di pace in Corea e Colombia

In un mondo attraversato da ondate di destabilizzazione più o meno intense, val la pena accennare, in questo inizio d'anno, come piccoli segnali in controtendenza, a due eventi. E che riguardano la crisi coreana, che ha conseguenze globali, e la più circoscritta conflittualità colombiana, che dura da tempo. Nella penisola coreana i due contendenti sono tornati a

Postille
3 gennaio

Iran, la protesta per ora è circoscritta

«Inizialmente i manifestanti urlavano slogan contro Rouhani. Ma già il secondo giorno gli slogan erano cambiati. L'impressione è che altri, forse dall'estero, abbiano provocato le proteste in altre città». «Dopotutto le autorità saudite avevano preannunciato un intervento in Iran. Per questo domenica il presidente Rouhani ha fatto riferimento agli agenti

Postille
2 gennaio

Iran: rischio Tiennanmen

L'Iran è scosso da un'ondata di proteste. Sarebbero decine i morti di una rivolta scoppiata in questi giorni. Un sisma che destabilizza il Paese proprio nel momento in cui si erge a vincitore della Grande Guerra che da anni imperversa nel Medio Oriente, avendo fornito a Iraq e Siria un aiuto fondamentale per eradicare le bande jihadiste scatenate dentro i loro confini e

Postille
29 dicembre

Siria, la nuova offensiva

La guerra siriana si infiamma dopo mesi di relativo stallo, nei quali il governo di Damasco ha consolidato il controllo delle aree riconquistate agli jihadisti. Sbaragliata ormai l'Isis, Damasco è decisa a riprendersi le ultime aree strategiche ancora in mano alle milizie jihadiste, in particolare la zona di Idlib e le aree del Golan presso il confine

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