Postille
12 luglio

Le dimissioni di Boris Johnson e della Brexit

Si dimette Boris Johnson, ministro degli Esteri britannico. In aperto dissenso con Theresa May che accusa di aver tradito la Brexit. Mister Boris Johnson e la Brexit Un gesto che segue le dimissioni, meno pesanti ma forse più simboliche, del ministro per la Brexit, David Davis. Il primo ministro britannico in passato è riuscita a superare ardui perigli. Ma ora ha a

Chiesa
11 luglio

In memoria di san Benedetto da Norcia

Oggi la Chiesa fa memoria di san Benedetto. Proponiamo un articolo sul santo pubblicato dall'Associazione don Giacomo Tantardini. Per leggerlo, cliccare qui.

Postille
10 luglio

Siria: Damasco riprende la frontiera con la Giordania

L'offensiva dell'esercito siriano nel Sud, nella provincia di Daraa, occupata dalle milizie jihadiste, ha riportato sotto il controllo di Damasco la frontiera con la Giordania. Uno sviluppo militare di rilevanza primaria, che chiude un nuovo capitolo della guerra siriana. Un capitolo di alta rilevanza simbolica, dato che proprio a Daraa, nel 2011, erano iniziate le proteste

Postille
9 luglio

Corno d’Africa: fiorisce la pace

Corno d'Africa: Etiopia ed Eritrea fanno la pace. Il presidente etiope Abiy Ahmed si è recato ad Asmara, dove ha incontrato Isaias Afwerki per siglare un accordo che chiude il ventennale conflitto tra i due Paesi. La lunga guerra è finita Un conflitto aperto nel 1998, a sei anni dalla dichiarazione di indipendenza dell'Eritrea dall'Etiopia, e durato due anni, con decine

Postille
9 luglio

Viktoria Skripal accusa le autorità britanniche

Più che interessante l'intervista rilasciata oggi alla Repubblica da Viktoria Skripal, cugina di Julia e nipote dell'ex spia russa Serghej, che le autorità britanniche dicono siano stati avvelenati col gas nervino Novichok dai russi. Un'intervista che nasce da un nuovo avvelenamento da Novichok, quello di due cittadini britannici, avvenuto, come l'altro, a Salisbury. Un

Mondo
7 luglio

Offe, l’euro e il mulino satanico di Polanyi

Difficile che su un giornale mainstream si analizzi in maniera intelligente lo scandalo della diseguaglianza sistemica creato dall’Unione europea e dall'euro. Il Corriere della Sera di ieri fa un'eccezione che conferma la regola, con un'intervista di Maurizio Ferrera a Claus Offe, sociologo di ispirazione marxista. Offe e i vincitori e vinti della Unione europea Così

Postille
6 luglio

Il novichok britannico e il campionato del mondo in Russia

Due inglesi, Dawn Sturgess e Charlie Rowley, sono stati avvelenati dal gas nervino novichok a inizio luglio. Questa almeno la convinzione delle autorità britanniche. E nella zona dove già furono avvelenati i due Skripal, l'ex spia russa Sergej e la figlia Julia. Il novichok di Amesbury Sembra, infatti, che l'avvelenamento sia avvenuto proprio a Salisbury, visitata dai

Postille
5 luglio

La Merkel e la fine dell’Unione europea

Angela Merkel apre nuove prospettive europee all'accoglienza dei migranti, anzi no. Cede, infatti, alle minacce di Horst Seehofer, leader della democrazia cristiana bavarese, che aveva rigettato le nuove aperture. La Merkel, dal parricidio politico alla tragica gloria La Germania torna alla linea dura, non solo verso i migranti, la cui accoglienza sarà ancor più vigilata

Postille
4 luglio

L’incontro tra Trump e Putin e il nervosismo di Netanyahu

Fervono i preparativi per l'incontro tra Trump e Putin del 16 luglio a Helsinki. Ieri il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha telefonato al suo omologo russo Serghej Lavrov per parlare della "stabilità strategica" del mondo. Tema di attualità, stante che negli ultimi anni la guerra globale si è sfiorata più volte. Forte la spinta in tal senso. Il nodo

Postille
3 luglio

Siria: la guerra di Daraa e il Golan

L'offensiva dell'esercito siriano nella provincia di Daraa, nel Sud del Paese, suscita nervosismo in Israele, che ha allertato il suo esercito e ha mandato un messaggio inequivocabile ad Assad: se i militari di Damasco entrano nella zona de-militarizzata istituita con gli accordi del '74 (dopo la guerra dello Yom Kippur), sarà guerra. La lenta ripresa di Daraa Ad oggi