Mondo
19 dicembre 2019

Trump impeached

Il titolo che abbiamo messo alla nostra nota campeggia sulla prima pagina del New York Times e del Washington Post e di altre testate Usa. Non un voto parlamentare, ma una condanna definitiva. Più in linea con la realtà, The Hill titola: "La Camera vota l'impeachement di Trump", che è poi quanto successo ieri.

La coreografia mediatica è indicativa della narrativa che è

Mondo
17 dicembre 2019

Rovesciare Trump: la guerra esistenziale

Continua il fuoco incrociato su Trump: quella che dovrebbe essere una battaglia politica per eleggere il presidente degli Stati Uniti, che pure è sempre stata pugna spietata, è feroce battaglia esistenziale. Se vince Trump, il mondo della globalizzazione sarà spazzato via, come sta dimostrando la Brexit. "Agere contra" Da qui la spinta a travolgerlo, come abbiamo

Mondo
16 dicembre 2019

La Brexit: la vittoria delle involontarie convergenze parallele

Tanti i fili che legano la politica del mondo anglosassone, e forse mai come oggi così espliciti. Se Boris Johnson è stato definito il Trump britannico, il suo oppositore, Jeremy Corbyn, è stato associato all'oppositore di Trump, Bernie Sanders. Fili che si intersecano in maniera che sembra ineluttabile. E se la vittoria di Johnson alle elezioni britanniche è stata

Mondo
14 dicembre 2019

La Brexit e l'accordo commerciale Usa-Cina

Nel giorno in cui vince la Brexit, Donald Trump annuncia un accordo di "fase uno" con la Cina (la "fase due", forse, a dopo le elezioni). Non un coincidenza cronologica, ma geopolitica. Come accennato il altra nota, la Brexit segna un passo verso un altro ordine mondiale, verso l'uscita del tunnel della globalizzazione sacra e selvaggia, consegnata all'élite finanziaria

Mondo
13 dicembre 2019

La Brexit o della fine dell'Impero britannico

Come scontato, Boris Johnson vince le elezioni. E vince il popolo britannico chiamato nuovamente a esprimersi sulla Brexit, dato che i cultori della globalizzazione avevano provato ad annullare l'esito del referendum. Ci hanno provato con la lunga melina, quella che ha impedito a Theresa May, che ha le sue colpe, di dar seguito alla vittoria del Leave. Certo, aveva

Mondo
12 dicembre 2019

Israele, il lungo stallo: terza elezione in un anno

Israele è destinata ad andare a elezioni il prossimo 2 marzo. È la terza in un anno, dopo quelle del 9 aprile e del 17 settembre che non sono riuscite a dare un nuovo governo al Paese data la situazione di stallo. Si andrà al voto con Netanyahu premier, che conserva la carica nonostante non abbia la maggioranza del Parlamento dall'aprile scorso. Una situazione che

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12 dicembre 2019

Bolivia. Il New York Times: basta con i golpe della Cia

Il New York Times del 9 dicembre, in un pesante editoriale, stigmatizza con fermezza il colpo di Stato avvenuto recentemente in Bolivia, che rischia di precipitare i Paese nelle tenebre di una dittatura sudamericana in stile anni '70. Nonostante la nuova presidente Jeanine Añez, mandata al potere dai militari, abbia rassicurato il mondo parlando di un ritorno alla

Mondo
11 dicembre 2019

La farsa dell'impeachement e l'incontro Trump-Lavrov

Sono stati annunciati i capi di imputazione contro il presidente degli Stati Uniti: abuso di potere e ostruzione alla giustizia. L'impeachement s'impenna. Tutto ruota attorno a una telefonata tra Trump e Zelensky, nella quale il presidente americano ha chiesto al suo omologo ucraino di indagare su due fronti. Anzitutto su Hunter Biden, figlio del più accreditato

Mondo
9 dicembre 2019

Ucraina e Medio oriente: cenni di distensione

Oggi vertice in Normandia. Da Emmanuel Macron sono convenuti Putin e Zelensky, i duellanti della crisi ucraina, oltre alla Cancelliera Angela Merkel, chiamata a sostenere l'impegno dei presidente francese per ricomporre la frattura che ha portato criticità alla pax europea. Si tratta di dare nuovo slancio agli accordi di Minsk che posero fine alla guerra ucraina, ma sono

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9 dicembre 2019

Afghanistan, inutile strage: le rivelazioni del Washington Post

“Cosa stiamo cercando di fare qui? Non avevamo la più pallida idea di ciò che stavamo intraprendendo". Così Douglas Lute, generale a tre stelle, definito lo zar della guerra dell'Afganistan della Casa Bianca durante le amministrazioni di Bush e Obama. La considerazione di Lute sulla guerra afghana è una sintesi perfetta di quanto emerge da un'indagine interna del