La pulce nell'orecchio
20 novembre

A passo d’uomo

Scegliere una tra le tantissime canzoni di Francesco De Gregori è per me impresa assai difficile, così come spesso è molto difficile, seppur affascinante, interpretare i meravigliosi testi. Dal 1973, anno del suo primo album solista, Alice non lo sa, ad oggi, Francesco ci ha regalato oltre duecento canzoni, racchiuse in ventuno album registrati in studio e sedici dal

Postille
18 novembre

Strage di Barcellona: la mente un informatore dei servizi

E così il coordinatore degli attentati a Barcellona, tale Abdelbaki Es Satty, era un informatore dei servizi segreti spagnoli. Lo ha rivelato il quotidiano El Pais e lo hanno confermato gli stessi servizi. Un particolare che ricorre nelle stragi che hanno insanguinato l'Europa e che interpella. Tanto che sembra che essere informatore dei servizi segreti sia un requisito

Postille
17 novembre

L’asse Tel Aviv-Ryad

Ha fatto il giro del mondo l'intervista del Capo di Stato maggiore israeliano Gadi Eisenkot a un quotidiano saudita, che di fatto ha consolidato l'asse tra i due Stati in funzione anti-Iran. È la prima volta che un giornale saudita prende una simile iniziativa. La formalizzazione dell'accordo tra i due Paesi, invece, non è una novità quanto la ratifica di un accordo

Mondo
17 novembre

Maidan: i cecchini di allora accusano i manifestanti

I cecchini di Maidan, che hanno sparato sui manifestanti che assiepavano la piazza e le forze di polizia che li contrastavano, non erano agli ordini del governo, ma dalle forze oscure che spingevano per la caduta del premier Viktor Yanukovich. Questo il resoconto di tre testimoni d'eccezione: due volontari georgiani che in quei giorni si trovavano a Maidan agli ordini di

Postille
16 novembre

L’Ad di Goldman Sacs: ripetere il referendum sulla Brexit

L'amministratore delegato di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, ha chiesto al Regno Unito di tenere un secondo referendum sulla Brexit. E ha aggiunto che «molti desiderano un voto di conferma su una decisione così enorme e irreversibile. C'è così tanto in gioco, perché non assicurarsi che la Brexit abbia ancora il consenso?». Goldman Sachs, il più importante

Mondo
16 novembre

La crisi libanese: il nyet israeliano

La crisi libanese conseguente al rapimento da parte dei sauditi del primo ministro Saad Hariri ha rischiato di innescare un conflitto di grandi proporzioni in Medio Oriente. In uno scritto pubblicato sul al Monitor, Ben Caspit ha spiegato che la prossimità tra Tel Aviv e i Paesi sunniti, uniti nel fronte anti-sciita, rischia di costare cara a Israele. I sunniti guidati da

Postille
16 novembre

C’era un piano per devastare il Libano

  Il caso Hariri sembra risolto. Il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian ha dichiarato che il premier libanese si recherà in Francia con tutta la famiglia. Lo ha affermato nel corso di una conferenza stampa al termine di una visita a Ryad. Tutto era iniziato sabato 4 novembre quando, durante un viaggio in Arabia Saudita, Saad Hariri aveva annunciato le sue

Mondo
15 novembre

Un’inchiesta sulla Clinton?

Il Ministro della Giustizia Jeff Session ha annunciato che sta valutando I'opportunità di nominare un procuratore speciale per verificare le accuse mosse da alcuni deputati repubblicani contro Hillary Clinton. I repubblicani vogliono sapere «se l'inchiesta sull'utilizzo di un server di posta elettronica privato durante il mandato come Segretario di Stato da parte della

Mondo
15 novembre

Lo sporco segreto di Raqqa (e della guerra siriana)

«Lo sporco segreto di Raqqa», questo il titolo di un reportage della Bbc «che documenta l’accordo dei curdi siriani per l’uscita indenne da Raqqa di 4mila jihadisti armati, foreign fighters compresi, con l’avallo americano e britannico. Un’intesa “segreta” ma già denunciata dai russi ai quali la coalizione a guida Usa avrebbe impedito di bombardare le colonne

Mondo
14 novembre

I curdi iracheni vogliono trattare con Baghdad

«Il governo del kurdistan iracheno (KRG) oggi ha dichiarato martedì che rispetterà la sentenza del tribunale che vieta la secessione della regione curda.

La scorsa settimana, la Corte federale suprema dell'Iraq ha stabilito che la Costituzione del paese non consente la separazione di qualsivoglia regione del Paese dallo Stato iracheno.

«Crediamo che tale decisione debba

per sostenere il piccolenote