Postille
6 giugno

San Vito e la processione di Polignano

Ucciso durante la persecuzione di Diocleziano, san Vito è venerato come martire dalla Chiesa e viene ricordato in varie città italiane con devozione particolare. La processione di Polignano è la più popolare e seguita. L'Associazione don Giacomo Tantardini dedica un articolo al santo e alla processione (cliccare qui).

Postille
6 giugno

La Troika del compagno Monti

Il giorno della fiducia al Senato del nuovo governo, il professor Mario Monti ha evocato il commissariamento dell'Italia da parte della troika, ovvero di delegati  della Commissione europea, della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale. L'evocazione del professor Monti Così Monti: "Non è escluso, non lo dico con spirito di provocazione ma solo con

Postille
5 giugno

Amnesty conferma: Raqqa come Dresda

Il mondo ha gioito alla notizia della liberazione di Raqqa, la capitale irachena dello Stato islamico. Liberata sì, ma a che prezzo? Il rapporto di Amnesty: nessuna pietà per i civili La coalizione internazionale anti-Isis guidata dagli Stati Uniti ha sempre minimizzato le perdite civili. Invece un rapporto di Amnesty international pubblicato di recente rivela l'esatto

Mondo
4 giugno

Rhodes, Netanyahu e i raid in Siria

Benjamin Netanyahu appoggiò la scelta di Barack Obama di chiedere al Congresso l'autorizzazione a bombardare la Siria dopo la strage di Ghouta dell'agosto del 2013, quanto il mondo accusò Assad di aver usato le armi chimiche contro i cosiddetti ribelli (sul punto vedi Piccolenote). A sostenerlo è Ben Rhodes, vice-Consigliere per la sicurezza nazionale

Postille
4 giugno

Bannon, Soros e il governo gialloverde

Steve Bannon, lo stratega della campagna elettorale di Donald Trump, segue da vicino le italiche vicende. Sostenitore convinto del governo gialloverde, ieri è stato intervistato da Antonello Guerrera, per la Repubblica, al quale ha spiegato che "Roma è ormai al centro della politica mondiale". Le analogie tra le elezioni Usa e quella italiane Interessante questo rilievo di

Postille
2 giugno

Il governo di Sanchez e le sulfuree evocazioni italiane

Nel giorno in cui si insedia il nuovo governo italiano, in Spagna il Parlamento ha dimissionato Mariano Rajoy. Nuovo primo ministro è il socialista Pedro Sanchez. Il governo di Sanchez e gli indipendentisti catalani Rajoy, delfino di José Maria Aznar, cade per una mozione di sfiducia motivata da alcuni scandali. Ma a perderlo ha contribuito il braccio di ferro

Postille
1 giugno

Accordo Russia-Israele: luce verde ad Assad per Daraa

Un grande lavorio diplomatico culminato nella visita del ministro della Difesa israeliano Avigdor Lieberman in Russia sembra abbia permesso di disinnescare un'escalation del conflitto siriano. A tema la Siria meridionale, al confine con Israele. Tel Aviv ha dichiarato con fermezza che non può accettare la presenza militare iraniana in Siria, negata dal presidente siriano

Postille
1 giugno

Il giorno del compromesso

Dopo certo scompiglio nasce un governo che si autodefinisce di "cambiamento". Di per sé è definizione ambigua, ché si può cambiare in bene o male, quindi ci asteniamo dal commentarla. Un governo populista? Quel che si può dire è che continuare a definirlo "populista" è solo parte di una propaganda alquanto logora, che vorrebbe il mondo diviso tra populisti, i

Postille
31 maggio

Babchenko: il morto che parla ucraino

Ha fatto notizia la resurrezione di Arkadij Babchenko, pianto morto per un giorno perché ucciso dai perfidi russi che ne temevano le rivelazioni. La disperazione della moglie che lo aveva trovato in un lago di sangue, l'annuncio rimbalzato in ogni angolo del mondo. "La macchina totalitaria del Cremlino non ha perdonato Babchenko" aveva tuonato il premier ucraino

Mondo
31 maggio

Quando Netanyahu ordinò di attaccare l’Iran

Intervista shock quella rilasciata dall'ex capo del Mossad Tamir Pardo a una televisione israeliana e riferita da Haaretz. Nel 2011, ha rivelato l'ex dirigente dell'intelligence, il premier Benjamin Netanyahu ordinò a lui e al Capo di Stato maggiore dell'esercito,  generale Benny Gantz, di prepararsi ad attaccare l'Iran entro 15 giorni. La guerra di Tamir Pardo Un