Mondo
3 dicembre

Il G-20 argentino e le prospettive di Trump

"Sono certo che, in futuro, il presidente Xi e io, insieme al presidente Putin della Russia, cominceremo a parlare di un arresto significativo di quella che è diventata una grande e incontrollabile corsa agli armamenti. Gli Stati Uniti hanno speso 716 miliardi di dollari quest'anno. Pazzesco!". Questo il tweet di Donald Trump a seguito del G-20 di Buenos Aires. I tre

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1 dicembre

Netanyahu riprende i raid in Siria

Ieri sera Israele ha attaccato la Siria in maniera massiva (Debka), come non accadeva da tempo. Per la precisione da quando è stato abbattuto un aereo russo, colpito dall'antiaerea siriana a causa di una improvvida manovra di jet israeliani. Questa almeno l'accusa di Mosca, che da allora ha blindato i cieli siriani consegnando a Damasco gli S-300. L'attacco di ieri è

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1 dicembre

Il G-20 di Mohamed bin Salman

L'inutile G-20 di Buenos Aires riempie le pagine dei giornali. Con relativo inutile spreco di inchiostro sui temi del vertice (migranti, clima o altro) che non interessano nulla ai partecipanti, e che produrranno i soliti inutili documenti finali. L'unica vera notizia che rimbalza sui media è il caloroso abbraccio tra Vladimir Putin e Mohamed bin Salman (MbS), nel suo

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30 novembre

La crisi Ucraina e la mediazione tedesca

L'incidente di Kerch (Piccolenote) ha fatto tornare la crisi ucraina al centro dell'interesse internazionale, dopo anni di stallo. Sembrava potesse risolversi a breve, ma l'annullamento dell'incontro Putin-Trump, che ha eliminato un tavolo di mediazione, ha cambiato tutto. La crisi ucraina si infiamma La Ue studia sanzioni contro Mosca (reiterazione alquanto noiosa),

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30 novembre

I neocon: dalle Torri gemelle alla Torre di Mosca

Il G-20 di Buenos Aires doveva rilanciare la prospettiva di un mondo post-globalizzazione. Non sarà così. Infatti, il vertice aveva il suo focus più che sulla riunione delle cosiddette venti potenze del mondo, sugli incontri a margine che avrebbe tenuto Trump con Xi Jinping e Vladimir Putin. Il senso altamente simbolico di questo margine divenuto centro era che il

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29 novembre

Salta il vertice Trump-Putin

Errata corrige alquanto dimessa: dopo aver confermato il vertice con Putin, Trump lo fa saltare. Motivazione ufficiale, la battaglia navale di Kerch, ma è ovvio che ha subìto pressioni indebite alle quali alla fine ha ceduto. Poco da aggiungere se non che si tratta di annuncio nefasto. I due presidenti si dovevano incontrare a Parigi, nell'ambito della celebrazione per

Mondo
29 novembre

Il G-20 e la disfida degli Stretti

La semi-battaglia navale avvenuta nello Stretto di Kerch tra russi e ucraini (Piccolenote) ha rischiato di affondare l'incontro  Trump-Putin previsto al G-20 di Buenos Aires. Ma, dopo momenti di incertezza, il vertice è stato confermato in via ufficiale. I vertici del G-20 Al solito, Trump è sembrato cedere alle pressioni di quanti, tra i suoi, lo vogliono far

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28 novembre

La Ue stretta tra Roma e Brexit

Un compromesso con la Gran Bretagna, l'avvio di una fase di compromesso con l'Italia: un uno-due avvenuto quasi in contemporanea, che appare una sorta di svolta per l'Unione europea. L'Italia e la Brexit Si tratta di due avvenimenti apparentemente di segno opposto: la riuscita del negoziato sulla Brexit appare una prova di forza, mentre l'apertura a Roma può apparire un

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27 novembre

Lo scontro di Kerch e il vertice Putin-Trump

Lo scontro navale tra russi e ucraini nello Stretto di Kerch (Piccolenote) ha creato nuove asperità tra Occidente e Russia, anche se meno di quanto poteva accadere. Il sostegno della Nato e dell'Occidente a Kiev è infatti atto dovuto. Solo Nikki Haley, ambasciatrice Usa all'Onu (per fortuna del mondo, dimissionaria), ha usato i soliti toni incendiari contro Mosca. Ma ad

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26 novembre

Aleppo: l'attacco chimico dei ribelli

”Un attacco chimico contro Aleppo causa l'intossicazione di cento siriani. Ordigni al cloro, come altri gettati nel tormentato conflitto. Ma gli altri hanno avuto grande eco: i relativi video hanno fatto il giro del mondo. Stavolta è diverso, poca o nulla la pubblicità. Neanche l'Osservatorio siriano dei diritti umani, considerato un oracolo da tanti giornalisti per le