Mondo
30 novembre 2019

London Bridge 2.0, un Terrore già noto

"Al solito, gli assassini di Londra erano noti alla polizia ed erano stati denunciati". Iniziavamo così un articolo sull'attentato terroristico, avvenuto sempre a London Bridge ma il 3 giugno del 2017, quando funzionari dell'Isis investirono la folla con un veicolo per poi scendere e iniziare il lavoro di coltello (Piccolenote). Tutto come allora Allora i morti furono

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30 novembre 2019

L'attentato a London Bridge, la Brexit e le Fake News

Attacco terrorista a London Bridge, dove un uomo ha ferito diverse persone. Mentre ancora deve essere fornita la ricostruzione ufficiale, ci atteniamo al video diffuso dal web che mostra l'attaccante ormai a terra, immobilizzato e disarmato - come si nota dal passante che impugna il coltello strappato dalle mani dell'aggressore -, contro il quale spara a sangue freddo un

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28 novembre 2019

Assange scagionato dalla violenza sessuale, ma rischia di morire

Il 19 novembre sono cadute definitivamente le accuse di violenza sessuale contro Julian Assange, fondatore di Wikileaks, l'organismo responsabile della diffusione di informazioni sensibili del governo degli Stati Uniti (e di altri). Le accuse risalgono al 2010, accuse che Assange negò fin da subito dichiarando che fossero un pretesto per estradarlo negli Stati Uniti, dalla

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28 novembre 2019

Siria: la Fake news sull'attacco chimico a Douma

Una mail diffusa da wikileaks sta mettendo seriamente in discussione la veridicità del presunto attacco chimico che nell'aprile 2018 ha colpito Douma, in Siria, che per poco non scatenò un conflitto globale, dato che innescò un intervento Usa contrastato con fermezza dai russi. Si tratta di una lettera di un tecnico del team di esperti che l'Opcw (Organizzazione per

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28 novembre 2019

Lo «sciame» anti-Iran si è abbattuto sulla mezzaluna sciita

Sono finite le proteste di massa in Iran, mentre ancora critica è la situazione in Libano e soprattutto in Iraq, dove ieri è stato incendiato il consolato iraniano a Najaf, città santa degli sciiti. Proteste iniziate circa un mese fa e che sono state decantate dai media occidentali come una possibile Primavera araba 2.0 (National Interest). In realtà si tratta di un

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27 novembre 2019

Usa: neocon e l'internazionale dei miliardari candidano Bloomberg

Il miliardario Michael Bloomberg, già sindaco di New York, ha deciso di correre come presidente degli Stati Uniti per il partito democratico. La sfida non vuole solo dare un nuovo inquilino alla Casa Bianca, ma rilanciare la globalizzazione neoliberista consegnata alle élite finanziarie, oggi erosa. L'internazionale dei miliardari Un'erosione che ha il volto di Donald

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26 novembre 2019

Inutile e disastrosa, la guerra in Ucraina deve finire

L'Ucraina è "davvero il crogiolo nel quale si decide il futuro della politica mondiale, come sostengono le legioni che a Washington supportano" Kiev? Una domanda, quella posta da Lyle J. Goldstein sul National Interest, che merita attenzione. A dare la misura dell'importanza di Kiev è l'impeachement Usa, che ruota attorno alla telefonata di Trump al presidente

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26 novembre 2019

Hong Kong, vince la protesta

Le elezioni distrettuali di Hong Kong hanno dato un verdetto inequivocabile: le forze anti-Pechino stravincono, guadagnando 17 seggi su 18. Un verdetto più duro dell'effettivo voto, che ha visto il 57% contro il 40%, mentre i restanti voti sono andati a candidati indipendenti. Rafforza dunque la spinta anti-cinese. Le autorità del Dragone hanno accolto con ovvia cautela

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23 novembre 2019

Israele: Netanyahu, il Likud e lo spettro delle elezioni

L'incriminazione di Netanyahu da parte della Corte Suprema di Israele cambia, e di molto, la situazione israeliana (e mediorientale...). Il processo è ancora di là da venire, ma il verdetto del più alto Tribunale israeliano ha un suo peso, suona cioè già come una mezza condanna agli occhi di parte notevole dell'opinione pubblica del Paese. Il premier non si dimetterà,

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22 novembre 2019

Kissinger: senza un accordo con Pechino sarà guerra globale

La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina può diventare una guerra vera e propria, così Henry Kissinger in una convegno organizzato da Bloomberg (al Manar). "Se lasciamo che il conflitto si deteriori, l'esito potrebbe essere anche peggiore di quanto successo in Europa" nel ventesimo secolo, ha affermato l'ex Segretario di Stato Usa, aggiungendo che "la prima guerra