Postille
29 maggio 2018

Trump e la nuova apertura alla Corea del Nord

Nel fine settimana Donald Trump riprendeva inaspettatamente il filo dei negoziati con la Corea del Nord, interrotti repentinamente e inspiegabilmente giovedì scorso con una missiva inviata al presidente Kim Jong-un. Una ripresa annunciata al modo solito, a colpi di tweet. L'ultimo di questi riprende addirittura i toni entusiasti della prima fase del negoziato: "Il nostro

Postille
29 maggio 2018

Le manette di Weinstein

Venerdì 25 maggio la polizia ha messo le manette ad Harwey Weinstein, il produttore hollywoodiano accusato di violenze sessuali da varie attrici. Una notizia di cronaca nera, ma fino a un certo punto. Se si pensa quanto sia importante Hollywood nel mondo, i soldi che vi girano, e che Weinstein ne era forse il più potente protagonista, si può immaginare che il titolo di

Postille
28 maggio 2018

Sovranità limitata

Sovranità limitata era l'espressione con la quale è stata definita per decenni l'ingerenza straniera in Italia. Nel caso specifico tale limitazione riguardava la politica estera. Da Aldo Moro a Paolo Savona Tante e diversificate le ingerenze indebite in tal senso. Ultima l'omicidio Moro, che fu epifania di tale limitazione e, insieme, ne rappresentò la vittoria

Postille
25 maggio 2018

Corea: la “rottura” di Trump è ad alto rischio

La decisione di Trump di annullare l'incontro  con Kim Jong-sun "rinnova i timori di una destabilizzazione" in Asia. Questo il titolo di un articolo del Washington Post. Un altro articolo dello stesso quotidiano analizza invece i "limiti" della diplomazia del presidente. La rottura: le responsabilità di Trump Per i giornali americani, almeno a stare ai titoli principali,

Postille
24 maggio 2018

Trump dichiara guerra al mondo

Trump annulla il vertice con Kim Jong-un. E lo fa mentre i media del mondo rilanciano la notizia che il presidente nordcoreano ha smantellato il sito per lo sviluppo delle armi nucleari. Tempismo più che sospetto. Corea: vince il "ripugnante" Bolton Vince ancora una volta il "ripugnante" Bolton, come da definizione nordcoreana più che puntuale, il quale ha tentato di

Mondo
24 maggio 2018

Le mail della Clinton e il regime-change siriano

"Per aiutare Israele, la cosa migliore da fare per contrastare la crescente capacità nucleare dell'Iran è sicuramente aiutare il popolo della Siria a rovesciare il regime di Bashar Assad. Le trattative per limitare il programma nucleare iraniano non sono sufficienti a risolvere il problema della sicurezza di Israele". Questo l'inizio di un documento non classificato

Postille
24 maggio 2018

La tragedia ferroviaria di Torino

La giornata di ieri è stata funestata dalla tragedia ferroviaria avvenuta nei pressi di Torino. Due le vittime, tanti i feriti, di cui cinque gravi. Una preghiera per quanti non ci sono più e per quanti ne soffrono le conseguenze. Sul Corriere della Sera un articolo firmato da Floriana Rullo e Giampiero Timossi, dal titolo: «Incidente a Caluso, i testimoni: “La frenata

Postille
23 maggio 2018

Un governo di compromesso per l’Italia

Fibrillazioni in Europa per il nuovo governo, che a quanto pare sta ricevendo il trattamento Berlusconi, con tanto di crescita dello Spread, variabile esoterica che durante i governi graditi alla Grande Finanza evapora (vedi alla voce Monti o Renzi). Il compromesso visto da Oltreoceano Ma più significativo il fuoco d'Oltreoceano, con il New York Times che ha sparato sul

Postille
23 maggio 2018

Arabia Saudita: cresce la Fronda contro il dittatore virtuale

La principe saudita Khaled bin Farhan, rifugiato in Germania, ha lanciato un appello ai membri della famiglia reale per deporre Mohamed bin Salman, il principe ereditario che governa Ryad (anche se formalmente la corona è ancora di re Salman). Bin Farhan e la dissidenza saudita Nel suo appello, bin Farhan ha definito "irrazionale, instabile e stupido" quanto sta

Postille
22 maggio 2018

La conquista di Yarmouk e il niet di Putin

L'esercito siriano riprende Yarmouk, che dal 2011 era sotto il controllo dell'Isis. Mette così in sicurezza definitivamente Damasco, sulla quale incombeva la minaccia dei missili sparati dall'area. I "ribelli" di Yarmouk Una notizia che dovrebbe essere accolta con sollievo in Occidente, stante la ferocia dell'Isis. Ma è passata del tutto inosservata, derubricata a una