Mondo
26 luglio 2019

Il Russiagate è finito: si rilancia l'asse anglosassone

Il Russiagate è finito, non con una deflagrazione, ma in un balbettio. L'audizione al Congresso del procuratore speciale Mueller, che nell'idea dei democratici doveva riaprire un capitolo chiuso, non ha prodotto novità di rilievo. Donald Trump può quindi derubricare l'inchiesta a incidente di percorso. Per i democratici è il momento di tornare alla politica, dopo anni

Mondo
25 luglio 2019

Ucraina: vince Zelensky, vince la speranza

Il Ministero degli Esteri russo ha definito il risultato delle elezioni ucraine "un voto di speranza". E in effetti, quanto accaduto domenica scorsa apre porte e rompe il pericoloso stallo tra Kiev e Mosca. Volodimir Zelensky, che aveva stravinto la corsa presidenziale contro Petro Poroshenko, si è ripetuto, portando il suo partito a prendere la maggioranza assoluta del

Mondo
24 luglio 2019

Boris Johnson: Trump britannico, ma non troppo

E così il predestinato Boris Johnson avrà il compito di traghettare la Gran Bretagna fuori dalla Ue. Come ribadito appena preso possesso del suo nuovo incarico, dichiarando solennemente che rispetterà i tempi previsti, ovvero il 31 ottobre. Sarà Brexit, dunque, una scelta dei cittadini britannici che tanto mondo ha tentato di svuotare di significato e riassorbire,

Mondo
24 luglio 2019

Kubrick, Shining e l'Apollo 11 (2)

Il video di Sky Arte su Kubrick, Shining e la missione Apollo 11 è stato rimosso. Ce ne siamo accorti e abbiamo cercato sul web di rintracciarlo sotto altro link, inutilmente. C'è altro, ma piaceva quello. Dispiaciuti per i lettori ai quali l'avevamo segnalato, è comunque un'occasione per tornare sull'argomento, che ci diverte e diverte. Non torniamo su quanto già

Mondo
22 luglio 2019

Iran, quelle guerre segrete dietro il sequestro della petroliera

Il sequestro di una petroliera britannica da parte dell'Iran ha rilanciato le tensioni del Golfo Persico, chiudendo spiragli. Quella di Teheran appare una risposta al prolungamento del sequestro della petroliera iraniana da parte di Gibilterra, avvenuto solo alcune ore prima. Un botta e risposta che ingarbuglia tutto. Avevamo accennato al fatto che la decisione della Corte

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20 luglio 2019

Kubrick, Shining e l'Apollo 11

Dato che è l'anniversario dello sbarco dell'Apollo 11 sulla Luna, nel ricordare l'incredibile, fantastico, evento, un piccolo divertissement, nato da una sollecitazione di uno dei nostri lettori. In altro articolo (Piccolenote) abbiamo accennato a come Donald Rumsfeld avesse suggerito a Nixon, in caso di difficoltà della missione Apollo 11, di preparare un piano B. Si

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19 luglio 2019

L'ambasciatore saudita all'Onu: chiudiamo la guerra in Yemen e all'Iran

Abdallah al-Moallemi, rappresentante dell'Arabia Saudita presso le Nazioni Unite, ha dichiarato: "I sauditi non vogliono la guerra contro l'Iran, né nello Yemen né fuori dallo Yemen. È giunto il momento di porre fine alla crisi in Yemen". "Il mantenimento delle relazioni diplomatiche con l'Iran necessita di un terreno comune", ha affermato il diplomatico saudita, il

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19 luglio 2019

Iran: il dialogo sta per iniziare...

Il confronto Usa-Iran vede spiragli: qualcosa si muove, sottotraccia, allentando tensioni e aprendo spazi al dialogo. Cenni che val la pena riportare. Anzitutto l'attualità, dominata da due notizie in linea con il contrasto ancora acceso: il sequestro di una petroliera da parte delle Guardie rivoluzionarie iraniane e l'asserito abbattimento di un drone di Teheran da parte

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19 luglio 2019

Il duello Barak - Netanyahu e il viaggio di Rivlin in Corea del Sud

La bomba Epstein è deflagrata in piena campagna elettorale israeliana, creando difficoltà a Ehud Barak, candidato a essere protagonista delle prossime elezioni. L'ex primo ministro israeliano aveva già dovuto giustificare le donazioni ricevute da una sua azienda da parte del miliardario americano accusato di abuso e traffico di minori. Ma la bomba vera è scoppiata nei

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18 luglio 2019

Le guerra di Trump contro l'ala radicale del partito democratico...

Il "razzismo" di Trump è stato condannato formalmente dal Congresso degli Stati Uniti. Erano 100 anni che un presidente non subiva una censura formale da parte del Parlamento. Il Congresso ha condannato le sue esternazioni contro alcune esponenti del partito democratico (le radicali Alexandria Ocasio-Cortez, Rashida Tlaib, Illhan Omar e Ayanna Pressley, ritratte