23 aprile 2013

Rapiti due vescovi ad Aleppo

La guerra siriana continua a sfornare orrori. Ieri sono stati rapiti due vescovi ortodossi di Aleppo: Bulos Yazigi e Yuhanna Ibrahim. Sono stati fermati mentre tornavano nella città dalla quale si erano allontanati per una missione umanitaria. L’auto sulla quale viaggiavano è stata fermata. Una banda di armati, dopo aver ucciso sul posto un diacono che era alla guida, ha prelevato i due presuli. A sequestrarli sono state forze antigovernative: forse per questo i giornali italiani hanno dato scarso rilievo alla notizia, dal momento che, purtroppo, la guerra di propaganda che accompagna il conflitto tende a mettere in evidenza solo la cronaca nera attribuibile al regime piuttosto che quella scritta a piene mani dai cosiddetti ribelli.

Il crimine segna un salto di qualità nel conflitto: è la prima volta che le gerarchie ecclesiastiche sono toccate a questo livello. E rende sempre più evidente ciò che da tempo denuncia la minoranza cristiana siriana (e non solo: basta pensare ai numerosi appelli di papa Francesco), ovvero che la Chiesa è nel mirino delle forze antigovernative: anzitutto perché la sua presenza è un presidio contro il dilagare del terrore (conforto nella tribolazione), mentre proprio la paura è una delle armi sulle quali conta chi vuole abbattere un regime che ancora gode del sostegno popolare; inoltre perché la Chiesa si è contraddistinta nel denunciare gli orrori della guerra, in particolare quelli che accompagnano l’avanzare delle forze antigovernative, aprendo spiragli nella cortina fumogena che la propaganda ha steso sul conflitto. Infine, e non ultima ragione, perché da tempo gli uomini di Chiesa della regione si consumano nel ricercare vie di pace, laddove l’unico interesse delle forze esterne che alimentano la guerra è perseguire, a ogni costo, i fini geostrategici stabiliti ab initio. Così il sequestro ha anche il sapore di intimidazione rivolta alle chiese siriane e non solo: un invito, non molto cortese, al silenzio.

Mesi fa, sempre ad Aleppo, erano stati rapiti due sacerdoti, dei quali non si ha ancora alcuna notizia. Cosa che fa ipotizzare il peggio: se fossero stati solo sequestrati ci sarebbero state delle rivendicazioni o delle proposte per trattative. Ma la speranza è l’ultima a morire.

Ieri il vescovo Vincenzo Paglia ha annunciato che la causa di beatificazione del vescovo salvadoregno Oscar Arnulfo Romero si è finalmente sbloccata dopo decenni di stallo: si deve acclararne il martirio. Romero, voce di quelli che non hanno voce, fu ucciso sull’altare, al momento della consacrazione, durante gli anni della dittatura militare in Salvador. Dai martiri di ieri a quelli di oggi. Papa Francesco di recente ha detto che questo è il secolo dei martiri. E parlava anche della Siria che oggi è un po’ di cuore della cristianità.

In serata, sembra che i due vescovi siano stati liberati. Ma la notizia non è ancora ufficiale.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPrint this page