12 ottobre 2020

Il Congresso Usa accusa le Big Four di abuso di potere

Un articolo del New York Times del 6 ottobre consegna ai lettore una sintesi dell’aspro report dell’House Judiciary Committee sui Big Four, Amazon, Apple, Facebook e Google. Il rapporto, frutto di un’indagine di 16 mesi e lungo 449 pagine, come riferisce La Stampa ripresa da Dagospia, raccomanda “di smantellare le società e di approvare le riforme più radicali alle leggi antitrust degli ultimi decenni”. Il motivo: abuso di potere. Di seguito una sintesi delle accuse.

Amazon 

Il potere di mercato è utilizzato per ostacolare potenziali concorrenti e per stabilire  le regole per il commercio digitale. “Circa 2,3 milioni di venditori di terze parti fanno affari sul mercato Amazon in tutto il mondo, afferma il rapporto, e il 37% di loro fa affidamento su Amazon come unica fonte di reddito, rendendoli essenzialmente ostaggio delle tattiche mutevoli di Amazon”.

Inoltre raccoglie i dati sulle vendite e sui prodotti dal proprio mercato per individuare gli articoli più venduti, copiarli e offrire i propri prodotti a prezzi inferiori. Un ex dipendente di Amazon ha detto agli investigatori: “Amazon è prima di tutto una società di raccolta dati, semplicemente li usano per vendere cose”.

Apple

Apple ha il monopolio del mercato delle app su iPhone e iPad. L’azienda addebita “una commissione del 30% sulle vendite di molte app” e, da quando ha introdotto tale commissione più di dieci anni fa, ha costretto “molti sviluppatori ad aumentare i prezzi per i consumatori o ridurre gli investimenti nelle loro app”.

Inoltre usa il suo controllo sull’App Store per punire i rivali, “anche posizionandoli più in basso nei risultati di ricerca, limitando così la loro comunicazione con i clienti e rimuovendoli direttamente dallo Store”. Infine predilige le proprie app e servizi sui propri dispositivi preinstallandoli e rendendole opzioni predefinite per una varietà di azioni: questo vantaggio “rende difficile competere per app e servizi di terze parti”.

Facebook

Il monopolio di Facebook nel social networking è “saldamente radicato”. La società ha eliminato i concorrenti attraverso acquisizioni strategiche e utilizzando analisi di dati per “individuare i segnali di ‘allerta precoce’ su potenziali concorrenti in rapida ascesa nell’app store”.

Inoltre è così potente da avere come rivali solo piattaforme partner, come Instagram, di proprietà di Facebook, cresciuta “così rapidamente da minacciare di superare la popolarità di Facebook”.

L’assenza di concorrenza ha determinato un’erosione della privacy degli utenti e una proliferazione di disinformazione e di contenuti tossici.

Google

Google ha mantenuto il monopolio della ricerca da terze parti. Ciò è avvenuto senza autorizzazione e per migliorare i risultati della ricerca stessa. In altri casi ha introdotto modifiche per dare un vantaggio ai propri servizi e svantaggiare le offerte dei concorrenti.

L’azienda “fa di tutto per mantenere la ricerca di Google in primo piano per gli utenti”. In passato ha costretto i produttori di smartphone a “installare la ricerca di Google per utilizzare il suo software Android e avere accesso al suo app store di Google Play”.

“Paga miliardi di dollari ad Apple per essere il motore di ricerca predefinito sull’iPhone”. Google ha nove prodotti con più di un miliardo di utenti: ha quindi “una miniera di dati che possono essere utilizzati come ‘intelligence di mercato quasi perfetta’ e può anche tenere traccia di nuovi prodotti o servizi che le persone stanno utilizzando in tempo reale per monitorare da vicino i concorrenti”.

Sia i democratici sia i repubblicani condividono le critiche all’operato delle Big Four. Ma i secondi non approvano i rimedi proposti dai primi, vale a dire ristrutturazioni e limiti alle acquisizioni. Le aziende in questione si sono difese sostenendo che non operano in regime di monopolio e sciorinando i benefici prodotti dalle loro attività.

L’ascesa di questi colossi tecnologici è stata favorita dall’assenza di leggi su concorrenza e limiti delle loro azioni. E ormai hanno troppo potere e sono diventate troppo strategiche per la proiezione globale Usa perché si possa tornare indietro. E però il lavoro dell’House Judiciary Committee dimostra che negli Usa si inizia a riflettere sul tema. Vedremo.

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