11 settembre 2020

Il coronavirus sta accrescendo la diseguaglianza sociale

Nei giorni in cui si registra una ripresa dei contagi e delle vittime da COVID-19, facilmente si confrontano i dati di marzo e aprile con quelli attuali. Altrettanto facilmente si mette in secondo piano un argomento: l’epidemia aumenta la disparità sociale. Lo segnalavano “Il Sole 24 Ore” e la rivista di prestigio internazionale “Science” già in aprile e lo ha ripreso papa Francesco di recente.

“Chi vive in condizioni socioeconomiche più povere è più esposto alle infezioni. Persone che potrebbero non essere in grado di autoisolarsi a causa di condizioni di lavoro insicure che non consentono il telelavoro o un congedo per malattia o un’assistenza legale”, si leggeva sul giornale di Confindustria.

“Le evidenze – aggiungeva – mostrano già da subito che la maggior parte dei decessi avviene tra quelli con patologie di base come ipertensione, diabete e malattie cardiache o respiratorie. Tutte malattie che risentono moltissimo dell’impatto dei determinanti socioeconomici”. In altre parole: sono malattie in maggior parte prevedibili e gestibili e a cui sono più esposti individui socialmente ed economicamente svantaggiati.

Sempre in aprile il sito della Pontificia Accademia di Scienze sociali pubblicava un pezzo edito in origine dalla rivista “Science” e scritto da tre dei suoi membri – due economisti e un vescovo -: l’italiano Stefano Zamagni, il tedesco Jachim von Braun, l’argentino Marcelo Sànchez Sorondo significativamente intitolato “Il momento di vedere i poveri”.

Così nel testo: “Fino a quando la scienza non troverà farmaci adeguati e un vaccino per il trattamento e la prevenzione del COVID-19, il paradosso odierno è che tutti devono cooperare con gli altri e al tempo stesso auto-isolarsi come misura protettiva. Tuttavia, mentre il distanziamento sociale è abbastanza fattibile per i ricchi, i poveri affollati nelle baraccopoli urbane o nei campi profughi non hanno questa opzione e mancano di mascherine per il viso e di strutture per il lavaggio delle mani”.

Nelle prime frasi dell’udienza generale del 19 agosto scorso Francesco ha esclamato: “La pandemia ha messo allo scoperto la difficile situazione dei poveri e la grande ineguaglianza che regna nel mondo. E il virus, mentre non fa eccezioni tra le persone, ha trovato, nel suo cammino devastante, grandi disuguaglianze e discriminazioni. E le ha aumentate!”.

Un problema denunciato peraltro da tanti. Riportiamo l’inizio di un articolo del New York Times, basato su uno studio alquanto accurato: “Mentre il coronavirus si diffonde in tutto il mondo, sembra che stia innescando un ciclo di feedback devastante con la disuguaglianza economica […].

“Nelle società colpite dal virus le conseguenze della disuguaglianza aumentano, spingendo molti degli oneri sui perdenti delle economie e dei mercati del lavoro polarizzati di oggi. La ricerca suggerisce che coloro che si trovano negli strati economici inferiori sono più propensi a contrarre la malattia”.

“Non solo, sono anche più predisposti a un esito infausto della malattia. E anche coloro che guariscono è più probabile che subiscano una perdita di reddito o di assistenza sanitaria a seguito di quarantene e altre misure, potenzialmente su vasta scala”.

“Allo stesso tempo, la stessa disuguaglianza sembra agire come un moltiplicatore della diffusione e della mortalità del coronavirus. La ricerca sull’influenza ha scoperto che in un’epidemia, la povertà e la disuguaglianza possono esacerbare i tassi di trasmissione e mortalità”.

Il virus, ovviamente, accresce la diseguaglianza anche al di là del contagio a causa della crisi economica conseguente, che sta erodendo il reddito della classe medio-bassa arricchendo i già ricchi.

Virus maledetto, dunque, che si è abbattuto su una società consegnata alla diseguaglianza, rendendola ancora più diseguale.

Urgerebbero correttivi, ma è storia vecchia quella dell’aggressione del liberismo sfrenato alla democrazia, al diritto e al welfare. Da questo punto di vista, il virus è stato una sorta di testata atomica gettata sul nemico.

L’esplosione iniziale, cioè la pandemia, avrà un termine prima o poi, ma la sua malefica pioggia radioattiva sulla società globale durerà tempo.

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