20 agosto 2020

Il controllo del mondo via app

Epic Games, la società creatrice del famosissimo videogioco Fortnite, ha deciso a sorpresa il 13 agosto di permettere ai suoi utenti l’uso di un sistema di pagamento diretto. Una mossa che, come riferisce Dagospia il giorno dopo, “bypassa la commissione che ogni sviluppatore deve versare per ogni pagamento in-app per essere presente sugli Store di Android e Apple, pari al 30 per cento”. Col risultato di una doppia eliminazione del gioco: da parte di Apple dal suo App Store e di Google da Play Store.

Il tutto nasce dalla offerta di Epic Games di uno sconto permanente, il “mega drop”, con cui si accede a un sistema di pagamento diretto che “abbassa il costo dei V-buck (i soldi virtuali di Fortnite), da 9,99 euro a 7,99 euro. Il “mega drop” è pensato per aggirare le commissioni dei due Store citati. Più in dettaglio: per gli utenti di Apple il gioco non potrà caricare gli aggiornamenti, essendo però possibile l’uso del pagamento in-app di Epic Games. Scaricare Fortnite su un iPhone non è più permesso. Come non lo è più su Play Store di Google, tuttavia è ancora possibile “scaricare il videogioco sui dispositivi Android, attraverso il sito di Epic Games”.

Quanto accade è segno di un reale monopolio di cui Apple beneficia anche a danno di Microsoft e Google: la prima rifiuta sul suo Store “app per abbonamenti in streaming di videogiochi come l’Xbox Game Pass o Google Stadia” perché è impossibile controllare e approvare tutti i giochi all’interno; mentre i secondi considerano tale blocco una mossa per “evitare servizi concorrenti al suo Apple Arcade”.

Dopo la doppia eliminazione, la doppia iniziativa giudiziaria di Epic Games. Dapprima fa causa ad Apple in California per concorrenza sleale nel mercato mobile. E diffonde un video ironico che riprende “1984”, celebre pubblicità della società contestata che vestiva la Ibm dei panni del Grande Fratello orwelliano.

Nella clip di Epic Games il Grande Fratello diventa Apple. Eloquente il messaggio finale: “Epic Games ha sfidato il monopolio di App Store. In rappresaglia, Apple sta bloccando Fortnite su un miliardo di dispositivi. Unisciti nella lotta per impedire che il 2020 diventi il 1984”. Non paga, Epic Games ha fatto causa anche a Google per un fatto più specifico: “Big G avrebbe costretto le società OnePlus e Lg a rinunciare a un accordo per pre-installare Fortnite sui proprio smartphone”.

Dagospia ritorna sul tema il 17 agosto: anche Facebook va all’attacco di “Apple e Google in merito alla percentuale trattenuta dai due giganti delle Silicon Valley sulle transazioni nei rispettivi negozi digitali”.

Dopo le mosse di Epic Games e Facebook potrebbero arrivare altre iniziative simili dalle aziende che producono altri noti videogiochi e dalla stessa Disney, presente nei negozi per iOS e Android con Disney.

La guerra alle Big Tech, e di Fb che pure ad esse è in qualche modo affiliata, potrebbe avere l’esito di allentare le maglie dell’attuale sistema monopolistico, dove l’Uno, il Grande Fratello, detta le regole per tutti. E creare un rapporto più diretto tra aziende e produttori, eludendo l’attuale regime. Forse, e certo per un aspetto ancora del tutto marginale, la distopia orwelliana è destinata a restare a lungo di stretta attualità.

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