7 agosto 2020

Trump: forse non mi vedrete più...

trump“Ho un sacco di nemici là fuori. Questa potrebbe essere l’ultima volta che mi vedete per un po’. Un sacco di nemici molto molto ricchi, che non sono felici di quello che sto facendo, ma mi rendo conto che abbiamo una sola possibilità di farlo e nessun altro presidente farà quello che sto facendo”. Così Donald Trump nel corso di una visita durante un incontro tenuto nello stabilimento della Whirlpool, in Ohio.

Frase sibillina, che su diversi media Usa, e non solo, è risuonata come un allarme, anche perché di presidenti americani assassinati è piena la storia.  Si spera che lo scontro politico di questi giorni, e dei mesi venturi, che ha una posta in gioco altissima, dato che sono in ballo le prospettive ultime del mondo e la sua stabilità globale, non precipiti ulteriormente.

Di oggi un ulteriore campanello d’allarme. I più alti generali dell’esercito russo hanno ammonito che anche un missile convenzionale sparato contro la Russia può far scattare una risposta in modalità nucleare da parte di Mosca.

Ciò perché i sistemi di rilevamento non possono distinguere tra un missile armato con testate convenzionali e uno armato con testate nucleari. Troppo breve il tempo per  decidere, in particolare in caso di missili ipersonici, da cui la necessità di stabilire preventivamente la massima deterrenza possibile da parte di Mosca.

Così il documento dell’esercito russo: “Allo stesso tempo, non sarà possibile determinare il tipo di armamento (se nucleare o non nucleare). Pertanto, qualsiasi missile d’attacco sarà identificato come missile con armi nucleari. Le informazioni sul lancio del missile saranno comunicate automaticamente alla leadership politico-militare della Russia, che, a seconda della situazione prevalente, determinerà l’entità delle azioni di risposta delle forze nucleari”.

Certo, c’è in ballo la trattativa per il rinnovo del trattato di non proliferazione nucleare, che scadrà a febbraio, da cui la necessità di urgere un’intesa con Washington e quella di mettere in guardia i Paesi confinanti, come la Polonia, sulla responsabilità che si assumono ospitando forze e armamenti Usa a due passi dai confini russi.

Ma il monito di Mosca appare anche un previo avvertimento contro minacce che sembrano incombere in questi giorni caldi e nervosi.

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