22 luglio 2020

Brexit: nessuna ingerenza russa nel referendum

La Russia non ha interferito nel referendum sulla Brexit. Il verdetto è arrivato ieri, dopo un’attenta inchiesta da parte dei servizi segreti di Londra, che nel loro rapporto conclusivo hanno constatato che non esistono “prove concrete di un’intromissione russa nel voto sulla Brexit” (Reuters).

Eppure per anni tutti i media mainstream hanno dato per certa tale indebita ingerenza. Certo, su tale verdetto pesa la tempistica: se un tempo l’intelligence britannica aveva interesse a propalare tale verbo, oggi non più, dato che ormai Londra è guidata dalle forze che hanno voluto e ottenuto il distacco del loro Paese dalla cosiddetta Unione europea.

Ma al di là dell’ironia del caso, resta che per anni si è propalata per certa una notizia falsa, che gettava ombre su Mosca e sulle forze pro-Brexit, che risultavano, di fatto, ree di intelligenza col nemico.

Così ha buon agio Nick Farage, che condusse in porto la Brexit, a chiedere le “dovute” scuse di quanti hanno divulgato tali “notizie”. Non arriveranno, come non sono arrivate le scuse per l’accusa di interferenze russe sulle presidenziali del 2016, anche queste demolite da una successiva inchiesta Usa.

Non solo, i media che hanno propalato quella falsa notizia continuano a denunciare asserite interferenze russe (e altro) in altre e più disparate direttrici, senza un minimo di prova o di evidenza, e nemmeno di logica.

È il regno delle Fake News, un circolo mediatico autoreferenziale ormai non più interessato a fare informazione, quanto a propalare narrative costruite ad arte per scopi propagandistici specifici. Trovare voci non in linea con tali narrazioni è sempre più arduo. Ma è la finestra che cerchiamo ogni giorno per le analisi di Piccolenote.

 

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