24 luglio 2020

Quando Hollywood racconta

Hollywood

Naomi Watts e Sean Penn nei panni di Valerie Plame e suo marito Joseph Wilson

Non di rado Hollywood racconta storie che hanno il pregio di accendere, magari per un breve momento, i riflettori su pagine dimenticate o poco ricordate.

Fair Game, in Italia “Caccia alla spia”, una pellicola del 2010, è stato realizzato basandosi sui memoriali di Valerie Plame, ex agente della CIA, e Joseph Wilson, diplomatico americano, e racconta del tentativo (riuscito) da parte dello staff dell’allora vice(presidente Dick Cheney di trasformare innocui tubi di alluminio nella (inesistente) minaccia nucleare irachena.

Indizi nascosti, valutazioni esagerate, menzogne e pressioni sono riuscite a confezionare la “Fake” ad uso e consumo dell’inetto presidente Bush. La conseguente campagna orchestrata sui media per attribuire a Saddam Hussein le inesistenti “armi di distruzione di massa” e la penosa scena di Colin Powell all’ONU costituirono il fondamento “im-morale” per la seconda invasione dell’Iraq del 2003.

La vicenda narrata è di pubblico dominio (la stessa Wikipedia la riporta con molti dettagli), niente di segreto viene svelato nel film, nondimeno questo racconta dettagli, emozioni e paure dei due protagonisti della vicenda e riesce a farci percepire la profondità dell’inganno e la difficoltà di opporsi alla marea delle insinuazioni e dei sospetti.

Il lieto fine è solo dei due protagonisti (fortunatamente per loro), che riescono a non rimanere schiacciati nella morsa. Per gli iracheni bombardati per anni non c’è stato, e forse ancora non esiste, alcun lieto fine.

 

 

 

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