31 marzo 2020

Putin invia aiuti agli Usa. Trump ringrazia

“Abbiamo avuto ottimi rapporti con molti Paesi. La Cina ci ha inviato alcune cose, il che è stato fantastico. La Russia ci ha inviato un notevole volume di aiuti, attrezzature mediche, il che è stato molto bello”. Così Donald Trump al briefing di lunedì sul coronavirus.

Abbiamo dedicato la precedente nota alla telefonata intercorsa tra Trump e Putin. Potevamo integrare, ma abbiamo preferito aggiungere altrove.

Tanti, in Italia, si sono scandalizzati per gli aiuti inviati da Mosca per fronteggiare l’emergenza coronavirus che flagella il nostro Paese. Pur riconoscendone l’utilità, ne diffidano, come se si fosse stretto un qualche patto leonino con Mosca, che non esiste.

Come si vede, il presidente americano non ha avuto alcuna remora, non solo ad accettare gli aiuti, ma anche a ringraziare per averli ricevuti. Peraltro ha anche ringraziato la Cina. Un tale coordinamento non aiuta solo le tre potenze globali, ma il mondo intero.

A margine, crediamo doveroso ricordare che, oltre agli aiuti russi, nel nostro Paese sono stati inviati anche aiuti americani, 100 milioni di forniture sanitarie, tra medicine e attrezzature.

Un incrocio di aiuti che suscita gratitudine, e che fa riemergere alla memoria i tempi del compromesso storico, quando l’Italia fu, per breve tempo purtroppo, un ponte naturale tra Washington e Mosca.

Si può anche annotare come questo scambio di aiuti da un Paese a un altro sembra rappresentare una globalizzazione al contrario, che, all’opposto di quella, consegnata alla legge del più forte, è al servizio del comune interesse e del beneficio condiviso.

Un fenomeno solo accennato, certo, e provvisorio, ma va registrato come timido moto in controtendenza che può dar frutti insperati. Vedremo, la via è ardua e tanti vi porranno ostacoli.

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