28 marzo 2020

La Cina ci invia nuovi aiuti e la Russia annuncia una medicina

La Cina ha donato all’Italia il tocilizumab, informa la Croce rossa italiana. Il farmaco che sembra avere effetti positivi sui pazienti affetti da coronavirus allo stadio avanzato, ripristinando, in tutto o in parte, la funzionalità polmonare compromessa dalla malattia.

Cina for Italy and Spain

Una terapia provata da cinesi e oncologi napoletani con risultati incoraggianti e che i medici italiani stanno testando su larga scala sui pazienti affetti dal virus, come richiedono i protocolli per i test clinici, per verificarne l’effettiva efficacia e magari scoprire sue possibilità ulteriori.

Appena lanciata la notizia di tale possibilità, che peraltro ha suscitato inopportune reprimende contro i medici napoletani che l’hanno proposta, l’azienda produttrice, la La Roche, ha subito messo a disposizione il farmaco, ma adesso ha informato di aver esaurito le scorte. Così a rifornire l’Italia del prezioso farmaco è stata la Cina.

Prosegue così la corsa di Pechino per aiutare l’Italia, nonostante ciò stia suscitando stolide, e a volte interessate, polemiche. Non solo l’Italia: Xinhua riferisce del primo treno merci carico di medicine e attrezzature medicali partito ieri dalla Cina, destinazione Madrid, dove il virus flagella come da noi.

Certo, la Cina ha i suoi interessi, dato che se il mondo collassa non vende più niente a nessuno, ma, nel caso, i suoi interessi coincidono con quelli dei Paesi beneficiati.

La Russia annuncia un nuovo farmaco

Intanto la Russia ha annunciato di aver prodotto un farmaco che dovrebbe contrastare con qualche efficacia la malattia. A dare la notizia è stata l’Agenzia federale di biologia medica della Federazione Russa.

Così Veronika Skvortsova, direttrice dell’Agenzia: “Il farmaco blocca con un alto grado di selettività l’effetto citopatico del coronavirus, impedendo la sua riproduzione; inoltre l’azione immunosoppressiva della Meflochina impedisce eventuali reazioni infiammatorie causate dal virus. L’aggiunta di antibiotici macrolidi e di penicillina sintetica non solo neutralizza l’insorgenza di un’infezione batterica ma permette anche di incrementare la concentrazione di antivirale nel sangue e nei polmoni”.

È il caso di non coltivare facili illusioni. Ma si può anche notare che l’annuncio è venuto da fonte autorevole, non dal solito virologo d’accatto (che distinguiamo dai veri virologi). E si può notare che la Russia ha sviluppato laboratori molto sofisticati, atti anche a far fronte a una guerra consumata con armi biologiche.

Quindi niente illusioni, ma qualche speranza non costa nulla. Magari non guarirà, ma… vediamo. Si può notare che anche i russi ci hanno aiutato, inviando esperti che stanno lavorando fianco a fianco con i nostri medici in prima linea (Bergamo), suscitando reazione altrettanto stolide di quelle suscitate dai cinesi…

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