23 marzo 2020

Russia: già 14 aerei di aiuti inviati all'Italia

russia“Il quattordicesimo aereo da trasporto Ilyushin Il-76 delle forze aerospaziali russe è partito dalla base di Chkalovsky (regione di Mosca) verso la Repubblica Italiana con a bordo personale militare russo e attrezzature” per combattere il coronavirus. Questo il bollettino del Ministero della Difesa russo rilanciato da Sputnik.

La Russia fa sul serio. Quel che sta accadendo è storico: nessun Paese al mondo ha aiutato tanto l’Italia in questo momento di bisogno, oltre la Cina. Se i nostri medici potranno ammalarsi di meno, e quindi morire di meno e continuare ad assistere i pazienti, sarà anche per questo aiuto.

Questa è una guerra, come hanno affermato tanti leader internazionali, e come alleati abbiamo cinesi e russi (e cubani), stop. Certo c’è l’Unione europea, ma da lì è arrivato pochino, ché anzi ci volevano fregare col Mes, il meccanismo salva Stati che, in cambio di un miserando aiutino finanziario, ci avrebbe messo in mano alla Troika di triste memoria greca.

Vladimir Putin ha detto che avrebbe aiutato l’Italia ed è stato di parola; non un aiutino risicato, tutt’altro: in soli 2 giorni ha mandato quattordici aerei con materiale sanitario e medici specialisti.

E ciò nonostante l’Italia abbia aderito, a volte invero obtorto collo, ai dettami di Washington riguardo alle sanzioni, che hanno colpito sia direttamente Mosca sia i suoi alleati, cioè Siria e Iran (ancora sotto sanzioni, nonostante l’infuriare del virus: disumano).

Non si tratta di beatificare Putin, ovvio, ma di prendere atto di una realtà imprevista, almeno da tanti, e di dare allo zar quel che è dello zar.

L’ausilio immediato e massiccio della Russia sta aiutando l’Italia a uscire da una criticità rischiosa: alcune fabbriche inizieranno a produrre mascherine, la produzione di ventilatori sembra sia stata potenziata e ci si sta attrezzando, anche se con colpevole ritardo, a far fronte ad altre necessità.

Ciò permetterà alla nostra Sanità di affrontare la crisi, che durerà tempo con alti e bassi, con maggior efficacia. Ma questo domani. Oggi, senza questi (e altri) aiuti, l’emergenza coronavirus sarebbe stata ben più dura.

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