11 marzo 2020

Coronavirus: la macabra scommessa e le idi di marzo di Trump

Cina, un paziente ringrazia i medici che lo hanno curato.

Cina, un paziente ringrazia i medici che lo hanno curato.

La Cina invia aiuti all’Italia per affrontare il coronavirus: mascherine, ventilatori e medici che hanno già affrontato il “demone”, come Xi Jinping ha definito il flagello (1). Invece di esserne contenti, alcuni media mainstream non nascondono la rabbia per questo indebito rapporto con l’antagonista globale degli Stati Uniti (Dagospia).

Risus abundat in ore stultorum (2)

Tale la cecità ideologica, che non si ferma neanche davanti alla tragedia. D’altronde è stato così anche all’inizio dell’epidemia, quando per circa un mese tanti media occidentali hanno trattato il caso come un problema cinese.

Non nascondendo, peraltro, anche certa malcelata soddisfazione per l’abbattimento del Dragone, che aveva avuto l’ardire di duellare con gli Usa nel settore oggi più strategico, ovvero la rete informatica (il 5G Huawei, fonte di tanti contrasti con Washington e tra questa e varie capitali europee interessate all’offerta cinese).

Se lo sciocco segretario al Tesoro americano salutò il flagello di Whuan con certo plauso, dichiarando che avrebbe aiutato a far ritornare negli Usa il lavoro de-localizzato in CIna (Bbc), non fu certo l’unico esponente politico occidentale a scendere a tali bassezze.

E come non ricordare le accuse al regime cinese di mentire al mondo su quanto avveniva? Un’accusa lanciata da tanti media e politici occidentali che oggi non denunciano ciò che palesemente stanno coprendo vari Paesi europei, che sanno perfettamente che l’epidemia sta montando anche nelle loro latitudini.

Tanta malcelata soddisfazione per la crisi cinese aveva indotto certi ambiti trumpisti a parlare di Chernobyl cinese: come il disastro atomico aveva fatto collassare l’Urss, il coronavirus avrebbe affondato il Dragone. Ne abbiamo scritto in altra nota, dal titolo: “Coronavirus: il cigno nero che apre nuove opportunità ai neocon”.

“L’epidemia sarà la Chernobyl di Donald Trump”, ha titolato in questi giorni il Washington Post… Così chi rideva ieri, oggi non ride più…

L’unico che aveva capito tutto, al contrario dei suoi servi sciocchi, era Trump, che durante il flagello, pur evitando di aiutare la Cina, anzi chiedendogli di rispettare l’accordo commerciale pattuito, ha continuato a tenere rapporti amichevoli.

Sapeva benissimo, il presidente, che il coronavirus rischiava di arrivare in America, come sta arrivando. Ne trarrà vantaggio Joe Biden, che sta vincendo la nomination del partito democratico (ieri ha vinto in altri Stati sul rivale Sanders).

Se il coronavirus avanza negli States, Trump sarà accusato di aver smantellato la riforma sanitaria Obama, di cui peraltro Biden fu vice-presidente. E di aver così fatto morire i cittadini americani.

La rielezione di Trump, prima quasi certa, vacilla. Il presidente, che finora ha minimizzato per non deprimere l’economia, dovrà presto correre ai ripari.

Scommessa macabra

Il più grande fondo di investimento del mondo, il Bridgewater, ha fatto una scommessa da un miliardo e mezzo di dollari sul crollo dei mercati entro il mese di marzo, sottoscritta da Goldman Sachs, J. P. Morgan e altri grandi istituti finanziari.

La notizia è stata data dal Wall Street Journal il 22 novembre. Il che vuol dire che l’idea dell’iniziativa era nata molto prima, dato che occorre avere l’idea, sottoporla ai soci, presentarla ai sottoscrittori, che poi dovranno analizzarla, fare informative ai dirigenti, riunire board,  e quindi accettarla.

Prima, dunque, che l’epidemia di Whuan fosse ipotizzata da Pechino… scommessa tempestiva, non c’è che dire… e anche puntuale, dato che ha puntato su un mese specifico.

Si spera sia persa, ma qualche dubbio in proposito c’è. In genere, tali profezie tendono ad auto-avverarsi. Magari con qualche aiutino.

Vengono in mente i grandi inquisitori mediatici, pronti a denunciare i furbetti del cartellino, i ladri di polli, le storture dei politici…

A fronte di criminali dai guanti bianchi, che lucrano sulle disgrazie, e tante, altrui, tutto tace. Al massimo, sarà lodata la loro preveggenza.

Ma al di là degli inquisitori a scartamento ridotto, val la pena guardare l’enormità di tale scommessa in tutta la sua plasticità. Fa comprendere chi siano i veri padroni del mondo e che la Finanza è terra di fuori-legge, nel senso tecnico della parola: nessun divieto, tutto è permesso…

Lorsignori peraltro resteranno probabilmente nell’anonimato, continuando a essere incensati come “benefattori” dai media mainstream (vedi l’affondatore della lira, George Soros). Tant’è.

Resta lo sconcerto per la predizione specifica, che solo la crisi causata dal coronavirus può far avverare, dato che gli indicatori, a novembre, non davano  segnali di caduta individuabili precisamente nel mese di marzo. Se vera la predizione, per Trump saranno le idi di marzo…

Le speranze del mondo sono puntate sulla Cina (3). Sconfitto il morbo, Pechino può tornare motore del mondo (a meno di nuovi im-previsti). E magari far perdere la macabra scommessa, che forse non ha previsto un Dragone tanto resiliente.

 

(1) Dal China Daily : “La Cina non dimenticherà il sostegno dell’Italia, quando il nostro Paese ha attraversato il momento più duro nella lotta contro il virus, ha detto [il ministro degli Esteri] Wang Yi, aggiungendo che la Cina è ora disposta a sostenere con forza il popolo italiano”.

(2) Il riso abbonda sulla bocca degli stolti.

(3) E sulla Russia, se riuscirà a tenere basso il prezzo del petrolio: favorirà la ripresa (Piccolenote).

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