9 gennaio 2020

Libia, Cipro, Turkishstream: la Turchia rilancia il sogno neo-ottomano

Il Turkishstream ha iniziato a pompare, portando il gas russo in Turchia e da qui al Mediterraneo. Un nuovo e importante tassello del sogno neo-ottomano di Recep Tayyp Erdogan, che con il presidente russo Vladimir Putin ha dato l’avvio ufficiale al gasdotto.

Il gasdotto rafforza i legami tra Mosca e Ankara, la cui corsa a occupare spazi geopolitici lasciati vuoti dai suoi pregressi protagonisti, la sta portando sempre più lontana dalla Nato e dalle sue costrizioni.

È quanto sta accadendo in Libia, dove ha iniziato a sostenere militarmente Fayez al Serraj, con esiti però tutti da verificare dato che l’antagonista di Serraj, il generale Kalifa Haftar, nella sua offensiva contro Tripoli ha conquistato Sirte, città costiera più che strategica del puzzle libico.

Puzzle che interessa anche l’Italia, data la presenza dell’Eni, ma anche una miriade di altri Paesi (Egitto, Emirati Arabi, Francia, Gran Bretagna, Algeria etc) che a vario titolo si ingeriscono nel duello tra Tripoli e Bengasi (capitale, quest’ultima, del territorio controllato da Haftar), tragico epilogo del disastroso intervento Nato contro il colonnello Muammar Gheddafi.

Di certo la scommessa libica di Ankara è stato oggetto di dialogo della visita di Putin ad Ankara, ma i suoi esiti sono ancora da scoprire, stante che Mosca tiene rapporti con vari protagonisti del caos libico, da Haftar all’Italia, dalla Francia all’Egitto fino all’Algeria.

Quest’ultimo Paese, proprio in questi giorni è stato visitato dal ministro degli Esteri turco, un viaggio che denota la proiezione ormai mediterranea della Turchia, meglio, di quella sponda del Mediterraneo che si è allontanata dai vecchi Paesi di riferimento, cioè Francia, Gran Bretagna e Italia, data l’erosione della loro proiezione geopolitica.

Ma al di là dei destini dei Paesi europei, va segnalato che il Turkish Stream inaugurato oggi rafforza il ruolo della Turchia come fornitore di energia – vettore importante per qualsiasi proiezione geopolitica -, che, oltre a commercializzare il gas estratto a largo di Cipro, può ora mettere in commercio anche quello russo.

Il nuovo ruolo della Turchia denota ancora una volta lo spostamento del baricentro del mondo verso l’Asia, resta da vedere se e come si intersecherà con la proiezione cinese verso l’Africa e il Mediterraneo, tassello che Pechino ritiene cruciale per la realizzazione della sua Belt and Road (o nuova Via della Seta).

Da Russia Today: “Putin ed Erdogan chiedono alle parti libiche in guerra di cessare completamente il fuoco a iniziare da domenica”. Se Haftar accetta, si chiude anche questa crisi. Grazie a Putin, che per la prima volta entra in scena in maniera diretta nel conflitto.

 Francia ed Egitto, interlocutori di riferimento di Haftar, potrebbero accogliere la richiesta, che apre una nuova opportunità di dialogo, nonostante le note ambiguità di Ankara. Aiuterebbe a risolvere la caos globale.

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