25 ottobre 2019

Yemen: 7.300 bambini uccisi o gravemente feriti nella guerra

i bambini dello yemen che hanno scritto la lettera

I bambini yemeniti che hanno inviato la lettera all’Onu e all’Unicef

Da quando è iniziato il conflitto in Yemen “sono stati uccisi o feriti gravemente 7.300 bambini”. Si tratta di numeri “verificati”, ma il bilancio è molto più grave, dato che tanti sono i casi non registrati. Così Henrietta Fore, direttore esecutivo dell’Unicef, il 15 maggio del 2019 al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Una denuncia ieri ripetuta da Sara Beysolow Nyanti, in una conferenza stampa tenuta a Sana’a, alla quale hanno partecipato cinque dei venti bambini che alcuni giorni fa hanno inviato una lettera al Segretario Generale dell’Onu, Antonio Gutierres, e alla stessa Fore.

Nella lettera dei fanciulli, questo cenno: “Noi, i bambini, abbiamo appreso della Convenzione sui diritti dell’infanzia, e desideriamo vivere in pace perché abbiamo paura della guerra e delle esplosioni. È nostro diritto vivere in pace e avere tutti i diritti menzionati nelle Convenzioni”.

Avremmo voluto pubblicare integralmente la missiva, ma nel web abbiamo trovato solo la lettera di risposta della Fore che riportiamo in calce alla nota.

Nell’articolo di Middle East Monitor riguardante l’intervento di Beysolow Nyanti a Sana’a – che ha ripetuto un allarme troppo spesso risuonato vano -, sono riferiti numeri diversi da quelli comunicati da Henrietta Fore, ai quali ci siamo attenuti anche nel titolo perché resi pubblici nella sede dell’Onu in forma ufficiale.

Riportiamo di seguito alcuni stralci dell’intervento della Fore del maggio scorso, perché di notevole interesse.

“Ogni giorno altri otto bambini verranno uccisi, feriti o reclutati nei combattimenti. Ogni 10 minuti, un altro bambino morirà per una causa prevenibile [medici e medicine in Yemen scarseggiano, ndr.].

“360.000 bambini soffrono di grave malnutrizione. E la metà dei bambini sotto i cinque anni che vivono nello Yemen – 2,5 milioni – sono deperiti”.

Quindi parla del colera, che sta facendo strage nella devastazione yemenita: “135.000 sono i casi sospetti segnalati finora quest’anno tra i bambini. Più di 3.300 persone sono morte di colera dal 2017, e 153 bambini sono morti da gennaio a oggi. Un numero che aumenterà mentre si avvicina la stagione delle piogge. E come sempre, i bambini muoiono per primi”.

“[…] Più di due milioni di bambini non vanno a scuola. E una scuola su cinque è stata danneggiata o distrutta nei combattimenti”.

“[…] Gli ospedali, le cliniche e i sistemi idrici sono in rovina, con la metà degli ospedali e delle cliniche del Paese distrutti”.

Sono alcuni cenni di un intervento straziante che non ha avuto alcuna eco sui media, a differenza di un altro intervento all’Onu, quello di Greta Thunberg, che ha inondato i media (non è una critica alla ragazza, ma un semplice constatazione).

La guerra dello Yemen, condotta dall’Arabia Saudita col supporto degli Stati Uniti, ha invero poca eco sui media. Il politicamente corretto non permette di dare la giusta rilevanza a quella che è stata definita la “più grave crisi umanitaria del mondo” (così le Nazioni Unite).

Una censura sorda, ma efficace. Così terminiamo questa nota dolente con le parole con cui la Fore ha concluso il suo ignorato intervento.

“Quando ero a Sana’a e Aden, ho visitato ospedali e cliniche distrutte dal conflitto. Ho assistito a lotte strazianti per sopravvivere”.

“Un neonato che faticava a respirare in un’incubatrice dopo l’esaurimento dell’energia elettrica del Pronto soccorso”.

“Una madre sconvolta, con un bambino magro e malnutrito, che chiedeva cibo. Un padre che piangeva, con così pochi soldi da essere costretto a scegliere tra mantenere in vita la moglie o i figli”.

“È così che mostriamo la nostra umanità agli altri? Signor presidente, lo Yemen è una prova per la nostra umanità. E proprio ora stiamo fallendo gravemente questo test. Il tempo sta finendo, non avremo un’altra possibilità. Quindici milioni di bambini dello Yemen ci stanno chiedendo salva la vita […] Hanno bisogno di pace”.

Grazie a tutti I bambini che mi hanno spedito questa lettera e le foto! Sono rimasta profondamente commossa e onorata di averle ricevute. Tutti noi all’Unicef condividiamo la vostra visione di un futuro di pace per lo Yemen. Noi vogliamo che i sogni che voi descrivete si realizzino lì, perché voi meritate un futuro migliore. Questa guerra deve finire. Io condividerò questa lettera e le vostre foto con il Segretario Generale. Noi alle Nazioni Unite continueremo a lavorare per assicurare la pace che voi così riccamente meritate.

Vi prego di continuare ad imparare riguardo ai vostri diritti e a far sentire la vostra voce. Noi stiamo ad ascoltare e ricordate che l’Unicef sta con voi in ogni passo della strada.

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