9 ottobre 2019

L'ayatollah Khamenei: l'islam sciita rigetta la bomba nucleare

KhameneiL’ayatollah Khamenei ha definito “haram”, cioè proibita dalla fede islamica, la bomba nucleare. E tale essendo la sua natura, ne è proibito il perseguimento (agenzia Irna).

L’anatema della guida suprema dell’islam sciita è calato come parola definitiva nella sede più appropriata, cioè nell’ambito di un incontro con l’élite accademica e scientifica dell’Iran.

“La scienza nucleare è benefica – ha dichiarato Khamenei -, ma dal momento che non è stata associata all’amore per l’umanità, ha portato a disastri nucleari”.

“Nonostante l’Iran abbia la capacità per sviluppare bombe nucleari – ha aggiunto -, l’abbiamo evitato con fermezza e coraggio, perché costruire e conservare bombe nucleari, come anche usarle, è haram”.

Una scomunica netta e decisa verso lo sviluppo dell’arma nucleare, come peraltro ripetuto più volte dall’ayatollah negli anni passati.

Una presa di posizione in netto contrasto con l’allarme che attraversa il mondo, con gli Stati Uniti e tanti Paesi del Medio oriente alleati nel contrastare l’asserita minaccia nucleare iraniana.

Un allarme rilanciato da quando Trump, su pressione dei neocon, ha stracciato il trattato sul nucleare iraniano siglato da Obama, che permetteva a Teheran di sviluppare centrali nucleari a scopi pacifici, cioè per produrre energia.

Dopo la rescissione dell’intesa, e con il ripristino e l’aggravamento delle sanzioni contro l’Iran, sospese con il trattato, Teheran ha ripreso a sviluppare la sua ricerca sul nucleare e ad arricchire uranio.

Ma continua a ripetere, per bocca della sua più alta autorità spirituale, che non ha intenzione di produrre armi nucleari.

Nonostante i media d’Occidente siano sempre pronti a rilanciare le parole dell’ayatollah Khamenei, specie quelle avverse agli Stati Uniti o Israele, invano si cercherà un richiamo, anche fugace, a una dichiarazione tanto netta e importante, che riguarda il nodo del contendere tra l’asse anti-Iran e Teheran.

Gli avversari di Teheran probabilmente liquidano questa presa di posizione come hanno fatto con le precedenti. Sarebbe, in parole povere, una menzogna, che serve solo a coprire le vere intenzioni di Teheran, che vuole invece produrre la Bomba.

Non crediamo sia così. La formula usata per la censura, la più alta possibile della religione sciita, non può essere usata impunemente, neanche dall’ayatollah, come dovrebbero sapere quanti, avversi a Teheran, ritengono che la religione abbia un peso fin troppo eccessivo in Iran.

Silenziato da tanti media internazionali, riferiamo dell’anatema dell’ayatollah con la serietà del caso. Nella speranza che tale condanna, e tale rinuncia, prima o poi sia presa in considerazione nell’ambito della rischiosa controversia iraniana. Aiuterebbe a smorzare tensioni che rischiano di innescare una catastrofe globale.

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