27 settembre 2019

Trump a Zelensky: spero che l'Ucraina faccia la pace con la Russia

Nell’incontro tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, tenutosi a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, il presidente americano ha più volte espresso l’auspicio che l’Ucraina si rappacifichi con Mosca e con Putin (vedi report della Casa Bianca).

Nella bufera mediatica scatenata dalla telefonata tra Trump e Zelensky (per la quale rimandiamo alla nota precedente), le parole di Trump sono passate inosservate, ben al di sotto dei radar dei media.

Non è un caso, dato che, come abbiamo spiegato in una nota pregressa, la marea montante contro Trump, obiettivo impeachement, è stata creata dall’ambito neocon, in combinato disposto con quello liberal-clintoniano (due facce della stessa medaglia).

Ambiti che vedono il processo distensivo Usa-Russia, direttrice primaria della politica estera di Trump, come fumo negli occhi.

E un riavvicinamento tra Mosca e Washington non può non passare anche da una distensione tra Russia e Ucraina.

Ciò perché sia la rivolta di Piazza Maidan (o colpo di stato, come da analisi di Jonathan Steele sul Guardian), sia la seguente guerra del Donbass (che ha opposto Kiev alle regioni orientali, filorusse, dell’Ucraina), hanno allontanato ancora di più gli Stati Uniti dalla Russia, creando contrasti ancora forti sull’asse Mosca-Kiev.

Né poteva essere altrimenti, dato che i russi hanno visto l’appoggio di Washington alla “nuova Ucraina” come una minaccia portata dagli Stati Uniti alla propria sicurezza nazionale.

Così veniamo a quanto ha detto Trump nel corso della conferenza stampa congiunta tenuta con Zelensky dopo il vertice tra i due presidenti.

Un’altra “cosa che ho sentito”, ha detto a un certo punto il presidente americano, “è che recentemente, in un periodo abbastanza breve, hai davvero fatto progressi con la Russia. Molti progressi, mi hanno detto. Continua così. Sarebbe bello porre fine a tutto questo disastro”.

Poi, in seguito, ha aggiunto: “Spero davvero che la Russia… perché credo davvero che il Presidente Putin vuole fare qualcosa [per favorire la distensione]. Spero davvero che tu e il Presidente Putin vi incontriate e che possiate risolvere il vostro problema. Sarebbe un risultato straordinario. E so che stai cercando di farlo”.

Zelensky, che pure ha fatto aperture non secondarie a Putin, è evidentemente meno libero di Trump, dato il forte contrasto che trova all’interno dell’Ucraina la sua spinta a un accordo con Mosca.

Così , durante il suo intervento, ha glissato sull’argomento, accennando che avrebbe parlato delle “relazioni con la Russia”, ma poi dimenticandosi di dar seguito al cenno.

Resta però l’esplicita esortazione di Trump a fare la pace con Mosca, che poi è anche l’ennesima apertura a Putin, che questa pace sta cercando da tempo perché consentirebbe alla Russia di abbassare l’allarme rosso alla sua frontiera occidentale.

Nella tempesta che l’ha investito, e che vuole mettere la sordina ai tentativi di rappacificazione Est-Ovest da lui esperiti, Trump si mostra fermo nella sua direttrice di politica estera. Nella speranza che i cittadini americani e il mondo lo comprendano, nonostante l’avverso clamore politico-mediatico. Ne ha bisogno, dati i suoi tanti e potenti nemici.

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