20 luglio 2019

Kubrick, Shining e l'Apollo 11

Shining, di Kubrick... il decollo dell'Apollo 11Dato che è l’anniversario dello sbarco dell’Apollo 11 sulla Luna, nel ricordare l’incredibile, fantastico, evento, un piccolo divertissement, nato da una sollecitazione di uno dei nostri lettori.

In altro articolo (Piccolenote) abbiamo accennato a come Donald Rumsfeld avesse suggerito a Nixon, in caso di difficoltà della missione Apollo 11, di preparare un piano B.

Si doveva cioè realizzare un filmato che inscenasse un finto allunaggio, del quale si sarebbe dovuto incaricare il celebre regista Stanley Kubrick, il quale un anno prima aveva realizzato il realistico 2001 Odissea nello spazio.

Non si sa nulla di questo piano B, se cioè il suggerimento sia stata lasciato cadere o se invece il noto regista abbia realizzato il filmato e l’abbia poi distrutto perché tutto era andato bene.

Ci è stato fatto notare da un lettore che Kubrick, nel suo film successivo, il thriller Shining, avrebbe lasciato alcuni indizi in proposito alla missione dell’Apollo 11.

Il film nasceva da un libro di Stephen King, con una trama però rielaborata, tanto che il noto giallista ne fu, eufemisticamente, contrariato.

Kubrick vi ha inserito, ad esempio, il tema del labirinto, che nel romanzo non c’è. Sia l’albergo sia il giardino finale sono labirinto, e labirinto ossessivo l’albergo, dove finzione e realtà s’intrecciano.

Il film narra l’impazzire di Jack, scrittore che accetta un lavoro di custode in un albergo isolato, dove si ritira con moglie e figlio per scrivere un romanzo.

Ma è anche la storia di un bambino, il figlio, che ha il dono di vedere oltre la realtà; vittima, insieme alla madre, della follia di Jack (anche se il bambino alla fine si salva… ci sia concesso e derubricato lo spoiler per un film che dovrebbero ormai aver visto tutti).

Nel film, Kubrick avrebbe inserito cose, appunto. Rimandiamo a un filmato in proposito, che ovviamente non ci ha convinti sulla finzione dell’allunaggio. Ma incuriositi sì. Un divertissement, appunto, che proponiamo ai lettori.

In particolare, incuriosisce la scena del bambino che indossa un maglione (fatto a mano, forse commissionato ad hoc dallo stesso Kubrick) con disegnato sopra il missile Apollo.

Il fanciullo, intento a giocare, avverte qualcosa, si alza – e qualcuno ha voluto vedere la scena come un rimando al decollo del razzo – e va alla stanza 237, la stanza dei misteri, quella abitata da orrende finzioni.

Per inciso, il numero della stanza non è quello originale del libro. Kubrick lo ha cambiato. E c’è chi ha voluto vedervi un rimando alla distanza luna-terra, che allora si stimava in 237.000 miglia.

Sulla serratura della porta, la chiave con la targhetta: “Room n° 237”, facile anagramma di Moon 237.

Insomma, il bambino che è in Kubrick avrebbe voluto dire al mondo la verità che Jack non può dire.

Infatti, nel filmato che proponiamo, che è di Sky Arte – quindi roba di qualità -, il narratore spiega che Shining rappresenterebbe il rovello del regista, costretto a un segreto che non può rivelare (quando Jack dice ossessivamente alla moglie: “Lo sai che vuol dire un contratto”?).

Un segreto che rischia di farlo impazzire, come poi accadrà al protagonista del film. Da qui la scena forse più bella di Shining, quando la moglie scopre con orrore che l’opera alla quale il marito sta lavorando è finta.

Quel che scrive è tutta finzione, un ripetersi all’infinito della stessa frase: “Il mattino ha l’oro in bocca”.

In realtà, nell’originale americano, la frase era un’altra: “All work and no play makes Jack a dull boy” (proverbio inglese che recita: “Tutto lavoro e niente svago rendono Jack un ragazzo annoiato”). Qualcuno ha voluto vedere nelle prime tre lettere della frase, “All”, un riferimento all’Apollo 11.

All’epoca del film le dicerie su un coinvolgimento di Kubrick a un film sull’allunaggio non erano di larga diffusione nel mondo complottista, né tantomeno si sapeva del piano B, non complottista, di Rumsfeld.

Se le dicerie fossero state di dominio pubblico è più che probabile che Kubrick avrebbe forse evitato scene che avrebbero potuto destare equivoci. Tant’è. Di seguito il simpatico, e breve, filmato di Sky Arte.

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