19 luglio 2019

Iran: il dialogo sta per iniziare...

javad zarifIl confronto Usa-Iran vede spiragli: qualcosa si muove, sottotraccia, allentando tensioni e aprendo spazi al dialogo. Cenni che val la pena riportare.

Anzitutto l’attualità, dominata da due notizie in linea con il contrasto ancora acceso: il sequestro di una petroliera da parte delle Guardie rivoluzionarie iraniane e l’asserito abbattimento di un drone di Teheran da parte delle forze Usa.

La petroliera e l’incidente del drone

Il sequestro di una petroliera da parte dell’Iran avrebbe potuto dar vita a un’escalation, ma così non è stato. Nessuna voce si è levata per criticare l’accaduto, né alcuno ha reclamato la paternità della nave e ne ha chiesto il rilascio.

Segno che quel petrolio, che gli iraniani dicono sia di contrabbando, imbarazza. E che Teheran ha in mano carte che può nascondere o giocare.

Non si sa la nazionalità della nave, ma pare sia britannica. Probabile che Teheran voglia fare uno scambio con la petroliera iraniana fermata a Gibilterra.

Su quest’ultima sembra ci sia una lotta sotterranea tra Londra e il suo territorio d’Oltremare.

Dopo le aperture del ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt, che lasciavano preludere al dissequestro della nave, la premier Theresa May ha dovuto convocare il primo ministro di Gibilterra Fabian Picardo.

Evidentemente quest’ultimo non era in linea con Hunt. Probabile che la May abbia chiesto esplicitamente a Picardo di lasciar andare la nave.

Purtroppo, il giorno dopo il vertice è giunta la sentenza della Corte Suprema di Gibilterra che ha esteso il blocco per un mese, tagliando fuori Picardo dalla decisione. Congiuntura nefasta, che dilata i tempi di una possibile distensione.

Nello stesso giorno, la notizia dell’abbattimento di un drone iraniano da parte della marina statunitense. Un evento che avrebbe dovuto innescare un’escalation e invece…

Le autorità di Teheran hanno negato l’abbattimento, cosa che dovrebbe far svaporare nuove tensioni.

La controversia lascia il tempo che trova. Molto più importante il modo con cui Trump ha dato la notizia, in un tweet: “Voglio informare tutti di un incidente avvenuto nello Stretto di Hormuz… “, la Uss Boxer, in un’azione “difensiva”, ha “abbattuto un drone” di Teheran.

Un’azione di guerra derubricata a “incidente“… Evidente la volontà di non accendere gli animi.

Trump e Rand Paul

L’Iran e le armonie segrete

Fin qui le notizie recenti. Molto più interessante quanto sta avvenendo sottotraccia. L’Iran si è detta disposta ad accettare ispezioni più approfondite sui suoi impianti nucleari in cambio di una revoca delle sanzioni.

La proposta ha suscitato scetticismo nella controparte, ma è un inizio. Di rilievo la conversazione telefonica tra Emmanuel Macron e Vladimir Putin sulla crisi iraniana. Il presidente francese è reduce da un incontro con Trump sul tema, da qui una maggiore rilevanza del colloquio, i cui contenuti sono rimasti riservati (1).

Non solo il presidente francese. L’autorevole sito Politico ha rivelato che la scorsa settimana  il senatore Rand Paul ha chiesto e ottenuto da Trump il suo “placet” per cercare un compromesso con Teheran.

Un’iniziativa che indica quanto Trump sia contrario a un intervento contro l’Iran. Infatti, Paul da tempo è critico riguardo l’interventismo degli Stati Uniti nel mondo.

In proposito, Politico ha rammentato l’elogio da questi indirizzato a Trump quando il presidente ha bloccato un raid contro l’Iran in risposta all’abbattimento di un drone Usa.

Nell’occasione, in un’intervista a Fox News, Paul disse: “Ci vuole davvero uno statista per dimostrare moderazione in mezzo a un coro di voci che invocano la guerra”.

Non solo gli Usa, segnali di apertura emergono anche da Teheran. L’Agenzia di Stato Irna riporta una nota sulla recente missione di Javad Zarif all’Onu. che esamina le reazioni al suo viaggio da parte dei media iraniani, riformisti e intransigenti.

E termina con il tweet del ministro degli Esteri iraniano sull’intervista concessa, nell’occasione, alla televisione di Stato britannica: “La mia conversazione con Zeinab Badawi, che ha partecipato al Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, per il programma Hard Talk della BBC è stata registrata presso la residenza dell’ambasciatore. I colloqui sono in arrivo… “.

(1) Per inciso, dopo la conversazione con Putin, Macron ha annunciato che si recherà a Mosca in occasione delle celebrazioni del 75° anniversario della vittoria sul nazismo. Putin aveva invitato anche Trump, che ancora non ha risposto. La presenza del presidente francese potrebbe favorire un suo intervento… 

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPrint this page