3 luglio 2019

Debka e la battaglia navale segreta Usa-Russia

Secondo fonti militari israeliane, riportate da Debka, un sottomarino russo ieri avrebbe affondato un sommergibile statunitense nelle acque dell’Alaska. Questo sarebbe il motivo dell’allarme rosso diffuso nella serata, sebbene sottotraccia, da diversi media.

Un allarme suggerito dalla parallela, e non spiegata, cancellazione del viaggio del vicepresidente Usa Mike Pence e degli appuntamenti del presidente russo Vladimir Putin.

La battaglia navale segreta sarebbe nata a seguito dell’intercettazione di un sottomarino nucleare russo da parte di un suo omologo americano, che sarebbe stato affondato da un altro sommergibile russo, che scortava il primo.

Lo scontro avrebbe dato vita a “consultazioni urgenti sia alla Casa Bianca che al Cremlino”, scrive Debka, e a un presumibile dialogo tra Mosca e Washington, si può aggiungere.

L’incidente occorso al sottomarino russo, riportato ieri da Piccolenote e altri media come causa di criticità tra le due potenze nulla, avrebbe a che fare con l’allarme di cui sopra.

Una ricostruzione davvero singolare, quella di Debka, e solo di tale agenzia, che siamo indotti a riferire perché essa si alimenta di sofisticate fonti di intelligence.

Detto questo, non siamo portati ad accettare tale notizia come sicuramente vera, anche se certo verosimile è.

Dato che spiegherebbe perché l’allarme, che i media legano all’incendio del sottomarino russo,  sia scattato ieri pomeriggio e non la sera precedente, quando si è verificato l’incidente al sommergibile.

Il fatto che la notizia non sia riportata da altre fonti di per sé non ne esclude la veridicità, dato che è ovvio che Stati Uniti e Russia – anche per il legame personale dei due presidenti – farebbero di tutto per tenerla segreta. Per evitare imbarazzi e pericolose escalation.

Resta ovviamente forte il dubbio che sia una Fakenews. In questo caso suscita diverse domande, anzitutto sul motivo che induce un sito tanto prossimo all’intelligence israeliana a pubblicare deliberatamente – dato che una nota di tale livello non la fa certo un ragazzino per errore – una notizia falsa di tale portata.

Domanda che suscita inquietudine e che lasciamo aperta. Resta, però, la possibilità, più o meno remota, che la ricostruzione sia vera. Da qui le seguenti considerazioni.

Le dinamiche dell’incidente occorso al sottomarino russo la sera di due giorni fa non erano chiare al Cremlino, che ha sospettato un attacco. Da qui un allarme diramato alla marina moscovita su possibili rischi di aggressione.

Il giorno dopo, al largo dell’Alaska, si svolge un consueto duello virtuale tra sommergibili russi e americani, usi a cercarsi, testarsi, impegnarsi in esercizi muscolari e di lucidità mentale per saggiare le capacità e le difese altrui, alla ricerca di punti deboli.

Ma stavolta è diverso. L’incidente della sera prima, che magari incidente non è (è stata avviata un’inchiesta), ha reso i russi più che diffidenti: hanno rischiato di perdere un sommergibile, peraltro tra i più sofisticati della loro flotta, non possono rischiare di perdere un sottomarino nucleare. E stavolta sparano.

Ricostruzione alla quale accreditiamo un valore più che relativo, come per la nota di Debka. Detto questo qualcosa ieri è successo, nel segreto; che tale, presumibilmente, rimarrà.

C’è nervosismo nell’aria. La distensione globale raggiunta al G-20 di Osaka non è gradita a tanti e potenti ambiti internazionali che vedono a rischio il loro potere e i loro progetti. Ciò li rende nervosi. E pericolosi.

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