14 giugno 2019

Attacchi Hormuz: arriva il B-Movie che accusa l'Iran

Un video della Us Navy accusa l’Iran. Il filmato riprenderebbe degli iraniani intenti a staccare una mina magnetica inesplosa da una delle due petroliere attaccate ieri nel Golfo dell’Oman.

C’è dunque la pistola fumante: la responsabilità dell’attacco è di Teheran, accusa Trump. E i rischi di un conflitto aumentano.

Lo sceneggiato di Hormuz

Nella nota precedente, nel descrivere l’attacco, avevamo accennato che rispetto all’incidente del Tonchino la narrazione sugli attacchi iraniani alle navi in transito dallo Stretto di Hormuz è un B-Movie. E il B-Movie è arrivato con questo filmato.

Secondo la Us Navy il video sarebbe stato realizzato alle 4.10 del pomeriggio, ora locale. Le riprese immortalano una barca iraniana che si accosta alla petroliera per staccare una mina magnetica inesplosa dallo scafo.

Una ripresa fatta in pieno giorno. Eppure le immagini si vedono e non si vedono, soprattutto non si vedono quando la telecamera inquadra i volti degli “sminatori”: in quei fatali momenti il video sgrana, è disturbato e tagliato.

Come si sa, nei crimini, l’identikit è cruciale e il video non ci ha consegnato l’identikit dei criminali, nonostante la Us Navy si avvalga di tecnologie più che sofisticate.

I bollettini della Us Navy

A proposito della Us Navy, è interessante scorrere i bollettini su quanto avvenuto a Hormuz postati nel suo sito ufficiale.

Tre bollettini del giorno raccontano come la USS Bainbridge abbia salvato l’equipaggio di una petroliera, la Kokuka Courageous, anzi in realtà di come l’abbia prelevato da un rimorchiatore che era intervenuto prima.

Membri dell’equipaggio in salvo, tutto a posto, nessuna indicazione di mine presenti sullo scafo della petroliera, che pure dovrebbero essere più che evidenti (bollettino 1, bollettino 2, bollettino 3).

In quello riepilogativo, invece, si dà conto dell’asserito intervento della barca iraniana, ore 16.10, che si affianca alla petroliera, stacca una mina inesplosa e se ne va.

Tutto in pieno giorno e tutto mentre accanto alla petroliera forse stazionano ancora navi americane, come si ricava dal bollettino relativo a quanto avvenuto due ore prima (2 pm ora locale), che spiega come la USS Bainbridge “rimane in stretto contatto con la M / V Kokuka Courageous”.

Peraltro, il bollettino aggiunge che a questa si stava unendo la USS Mason, ammonendo: “Non sarà tollerata nessuna interferenza con USS Bainbridge, o la sua missione”. Dunque le due navi sono rimaste a lungo accanto alla petroliera… quanto a lungo?

Ma al di là, resta inspiegabile come nessun marinaio delle due navi americane abbia notato e almeno fotografato la mina inesplosa attaccata allo scafo, nonostante la lunga permanenza accanto al naviglio. Particolare di rilievo che, appunto, non è rilevato in nessuno dei bollettini pregressi.

Uomini rana e uomini ragno

Resta misteriosa poi la modalità del sabotaggio. Le asserite mine sono piazzate ben al di sopra della linea di galleggiamento (vedi anche foto sotto).

Per arrampicarsi sul metallo dello scafo fino a quell’altezza non basta un uomo rana, servirebbe un uomo ragno (The amazing Spiderman).

Da qui due ipotesi: o sono state collocate nel porto di partenza – cosa improbabile e che certo esclude gli iraniani, dato che sono partite da porti non suoi – o sono state collocate da barche che avrebbero dovuto accostarsi e fare le manovre del caso, come dimostrerebbe il video della Us Navy.

Gli equipaggi delle petroliere avrebbero dovuto esser ciechi per non accorgersi di tali manovre, peraltro prolungate dato che le petroliere presentano diversi punti di attacco.

False flag da scartare anche se…

Subito dopo il duplice attentato si era diffusa la notizia che le navi sarebbero state attaccate con “siluri“, voce poi smentita.

Né si è dato peso alle affermazioni del proprietario di una delle petroliere, che ha riportato dichiarazioni dei membri dell’equipaggio della Kokuka Courageous che spiegavano come la nave fosse stata colpita da “oggetti volanti” (missili? Droni?).

Voci che raccontano di un attacco diverso da quel che racconta il video della Us Navy. Meno impossibile.

Chiudiamo con l’editoriale di Zvi Bar’el, che su Haaretz scrive di non credere affatto che dietro tali attacchi ci sia l’Iran, che non vuole certo innescare una guerra con gli Usa.

Così Bar’el: “In assenza di informazioni confermate e attendibili sulla causa dell’incendio, potremmo nel frattempo escludere la possibilità di una provocazione saudita o americana alla quale l’Iran ha accennato, anche se cose simili sono già avvenute in precedenza”.

“Tuttavia, potremmo anche chiederci perché alcuni dei servizi di intelligence più sofisticati al mondo stanno avendo così tanti problemi a scoprire chi ha effettivamente eseguito questi attacchi”.

Già, ad oggi il servizio segreto più sofisticato del mondo ci ha fatto vedere un evanescente B-Movie. Ma potrebbe bastare a scatenare una guerra.

Ps. Il video ufficiale, uguale a quello pubblicato, si può vedere sul sito della Us. Navy (cliccare qui).

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