28 maggio 2019

Corea del Nord e Iran: Trump riapre dal Giappone

Giappine, Trump e AbeÈ uno strano Donald Trump quello che è volato in Giappone. Visita lunga, quattro giorni, nei quali ha inteso rinsaldare l’asse Washington-Tokio, ancor più cruciale ora che ha ingaggiato uno scontro a tutto campo con la Cina.

Tokio è considerata la colonna portante della politica di contenimento di Pechino, alla quale l’amministrazione Usa ha dato un’improvvida accelerazione.

Eppure, nonostante le intenzioni del viaggio vadano ad accrescere le già forti tensioni internazionali, anche a Tokio Trump non ha mancato di aprire spiragli di segno opposto, come ormai usuale nella sua politica che alterna esibizioni muscolari ad aperture.

Lo ha fatto sconfessando John Bolton, giunto in Giappone prima di lui, formalmente per preparare la visita, in realtà per tessere i fili della sua diplomazia parallela, consegnata all’agenda neocon e spesso in contrasto con quella ufficiale.

La sconfessione di Bolton

il Consigliere per la sicurezza nazionale Usa ha infatti approfittato del suo soggiorno nipponico per tentare di affondare il negoziato tra Trump e Kim Jong-un, affermando che il lancio di alcuni missili nordcoreani avvenuto nei primi giorni di maggio ha violato “senza dubbio” le risoluzioni Onu.

Parole che hanno suscitato l’ira di Pyongyang, che ha negato la violazione – si trattava di una esercitazione militare –  e ha definito Bolton un “maniaco della guerra”, un essere spregevole che dovrebbe essere estromesso dall’amministrazione Usa.

Insieme a Bolton, Kim ha mosso critiche anche al candidato democratico alla Casa Bianca Joe Biden, che ha accusato Trump di essersi schierato con il “dittatore” nordcoreano. L’ex vicepresidente Usa, nella risposta di Pyongyang, è definito uomo di scarso quoziente intellettivo.

Immaginifica la risposta, via twitter, di Trump: “La Corea del Nord ha lanciato alcune piccole armi, che hanno turbato alcuni dei miei, e altri, ma non me. Ho fiducia nel fatto che il presidente Kim manterrà la sua promessa e ho sorriso quando ha definito […] Joe Biden una persona con basso QI o peggio. Forse mi sta mandando un segnale?”

Sconfessione piena, seppure soft, di Bolton e interessante cenno al “segnale di Kim”: Trump vuole l’accordo con Kim per vincere le presidenziali e sembra interpretare l’attacco a Biden come un assenso della controparte a tale prospettiva.

Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif e il premier Giapponese Shinzo Abe

L’attivismo di Abe

Sulla controversia coreana l’offerta di Shinzo Abe, che ha lodato l’approccio dialogante di Trump e si è detto disponibile a incontrare Kim “senza precondizioni” (New York Times).

L’apertura del premier giapponese è stata evidentemente notata dalla Cina, più che interessata alla riconciliazione intercoreana, che ha subito nominato un nuovo ambasciatore in Giappone, scegliendo per tale incarico – e non certo a caso – Kong Xuanyou, il vice ministro degli esteri al quale era stato delegato il compito di seguire il dossier nordcoreano (Reuters).

La mossa è in controtendenza rispetto alla crisi Cina-Usa: un’apertura di Pechino che ha certo incontrato il tacito favore di Trump. Di buon auspicio anche per una distensione tra le due potenze.

Purtroppo il dialogo intercoreano vede un nuovo e imprevisto ostacolo. In coincidenza con la visita di Trump, è scattata una raccolta di firme per incriminare il presidente della Corea del Sud Moon Jae-in per le sue aperture a Pyongyang (Reuters).

Una petizione lanciata da ignoti, che però ha raccolto in poco tempo le firme necessarie per ottenere una risposta formale dal governo. Iniziativa di disturbo e di avvertimento verso l’esponente politico che più si è speso per favorire il dialogo tra Kim e Trump e tra le due Coree.

Non solo la Corea del Nord, Abe si è proposto anche come mediatore tra Usa e Teheran, dato che il presidente giapponese ha “un ottimo rapporto con l’Iran”, come riconosciuto dallo stesso Trump, che ha elogiato pubblicamente la proposta (Guardian).

Insomma, il tour giapponese del presidente Usa ha aperto vie di distensione. Ma, finita la visita, l’attentato a una scuola giapponese, tanto simile a quelli che tormentano l’America: un pazzo ha pugnalato alcune studentesse, uccidendone due. Nefasto auspicio.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPrint this page