3 maggio 2019

Putin e Trump al telefono: ipotesi di accordo sul nucleare

Trump e PutinTrump e Putin hanno tenuto una conversazione telefonica nel corso della quale hanno ipotizzato un nuovo accordo sul nucleare allargato alla Cina. Questa la notizia rilanciata oggi dalle agenzie di tutto il mondo.

Notizia con la N maiuscola, dato che palesa una nuova libertà di manovra di Trump, finora impossibilitato a parlare col suo omologo russo dall’inchiesta sul Russiagate e dalle pressioni avverse dei neocon, suoi stretti consiglieri.

Agli inizi di febbraio gli Stati Uniti si erano ritirati dal trattato sul nucleare stilato a suo tempo da Gorbacev e Reagan. In particolare, a preoccupare, il fatto che Washington si era riservata il diritto di riprendere la produzione e l’installazione di armi nucleari a medio raggio, decisione ad alto rischio escalation.

A motivare la decisione americana l’accusa alla Russia di aver violato il trattato in questione, forse una violazione “spirituale”, come quella accreditata all’Iran riguardo al trattato nucleare realizzato a suo tempo con Obama (Piccolenote).

Ma al di là delle facili battute, la svolta c’è ed è importante. La telefonata avviene subito dopo il fallito golpe in Venezuela, fortemente voluto dai neocon nonostante le reticenze trumpiane (Piccolenote).

Usciti, almeno al momento, pesantemente sconfitti dalla contesa venezuelana, i neoconservatori hanno dimostrato di non avere più il potere di una volta, quando le loro decisioni avevano un’incidenza reale, risultata nulla a Caracas.

La sconfitta neocon è anche una vittoria di Trump (e della sua motivata reticenza). Più libero, può azzardare una telefonata con Putin, impossibile solo una settimana fa.

Più che interessante il fatto che si sia parlato di un allargamento dell’accordo sul nucleare anche alla Cina, che era poi il vero obiettivo di Trump al momento della rescissione del trattato.

Ad oggi Pechino non ha alcun vincolo sotto questo profilo, non avendo sottoscritto alcun trattato internazionale. Da qui la necessità, per l’America, di porre un qualche freno alla sua corsa all’atomica.

Ma un dialogo tra Cina, Russia e Stati Uniti, ovviamente, non avrà come orizzonte solo l’armamento nucleare, pure importante.

È ovvio che la telefonata tra Putin e Trump rilancia l’ipotesi di un accordo globale tra le tre potenze, quell’intesa a lungo inseguita dal presidente Usa e da Putin, che incontra venti di contrasto notevoli, ad ogni latitudine (Piccolenote).

Ci torneremo. Ad  oggi ci limitiamo a riportare una notizia che conforta quanti sperano in un attutimento delle tensioni internazionali.

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