2 maggio 2019

Casa Bianca: Biden corre. Trump a Sanders: non farti fregare

SANDERS-TRUMPImmaginifico Trump, che avverte Bernie Sanders che i suoi lo vogliono boicottare ancora una volta, in favore dell’ex vicepresidente Joe Biden, che ha dichiarato pubblicamente la sua volontà di candidarsi alla Casa Bianca.

Trump pro Sanders

Questi i due tweet di Trump: “Il Comitato Nazionale del partito democratico, indicato a volte come DNC, sta ancora usando la sua magia per cercare di distruggere Crazy Bernie Sanders per favorire il più tradizionale, ma non molto brillante, Sleepy Joe Biden. Eccoci di nuovo Bernie, ma questa volta per favore mostra un po’ più di rabbia e indignazione quando vieni fregato!”

Si ricorderà come la scorsa campagna presidenziale la corsa di Sanders venne ostacolata dall’apparato del suo partito in favore di Hillary Clinton, tanto che il presidente del Comitato elettorale, Debbie Wasserman Schultz, dovette dimettersi.

La candidatura di Biden, secondo Trump,  rischierebbe di riproporre quanto accaduto allora, dato che l’ex vicepresidente è uomo di apparato, quell’apparato che vede come fumo negli occhi il socialdemocratico Sanders.

Biden ha esitato a lungo prima di candidarsi, dato che è finito al centro di polemiche per alcuni suoi atteggiamenti inappropriati con le donne, che hanno dato il destro ad accuse di molestie.

Il telegramma

Biden ha tenuto duro e ha superato la tempesta. Appare indicativo che l’endorsement di Biden giunga insieme a un telegramma inviato per le vittime degli attentati nello Sri Lanka a firma di Barack Obama e Hillary Clinton.

Il telegramma ha suscitato polemiche. Sul punto rimandiamo al Post, che le relativizza, anche se certo tante controversie nascono da una spinta al polically correct alquanto pressante.

Quel che invece è stato sottovalutato del telegramma è la firma congiunta di Obama e la Clinton, i quali, nonostante le apparenze, sono nemici irriducibili. Così quella doppia firma appare un tacito accordo.

Il fatto che Biden, amico di Obama, abbia lanciato la sua candidatura in costanza di quel telegramma appare dunque più che significativo, anche se si tiene presente che è stato solo a inizio marzo che la Clinton ha chiarito definitivamente che non si sarebbe candidata.

Evidentemente, passato un mese di attesa, ha deciso di accordarsi con Obama, da tempo sponsor del suo vicepresidente.

Biden, dal profilo moderato, è l’unico candidato democratico che appare in grado di sfidare realmente Trump, dato che senza i voti del centro, che Sanders potrebbe non attrarre, non si vince.

Lo dimostrano gli attuali sondaggi, che lo danno addirittura in testa (ma occorre ricordarsi che fino all’ultimo davano vincente la Clinton su Trump…).

Casa Bianca: la sfida si riapre

Di certo la sua discesa in campo preoccupa un po’ Trump, che già prefigurava una sua vittoria contro Sanders. Da qui forse una perfidia nascosta nel tweet presidenziale, che più che mettere in guardia Sanders sarebbe mirato a ricordare le sconcezze del partito democratico.

Questa almeno l’interpretazione di vari analisti, che però lascia il tempo che trova. In realtà Trump stima realmente Sanders, come dimostra il tweet elogiativo che ha speso al momento della sua candidatura.

Di certo, dopo questo tweet, sarà difficile per l’apparato democratico ripetere l’ostruzionismo delle scorse primarie.

Sfida da seguire, quella del campo democratico, che potrebbe vedere il ticket Biden-Sanders, che sarebbe quasi sicuramente vincente. Da capire, però, i termini dell’accordo Obama-Clinton, che probabilmente serve a escludere proprio tale eventualità.

Quel che è certo è che con la candidatura di Biden inizia effettivamente la corsa alla Casa Bianca, dato che finora la vittoria di Trump era data per sicura: troppo frastagliato e radicale il campo avverso.

Ciò potrebbe rendere Trump meno impulsivo, dato che il rischio di passi falsi è sempre alto. Sarebbe un bene per la geopolitica globale.

Da capire come si posizioneranno i neocon, che prefigurando la vittoria di Trump si erano schiacciati sul campo repubblicano.

Ps. L’immaginifico Trump non risparmia ironia ai suoi rivali: se Sanders è Crazy, “pazzo” (di una follia simpatica), Biden è Sleepy, “l’addormentato”.

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