16 marzo

Christchurch: sinagoghe neozelandesi chiuse per solidarietà verso i musulmani

“Per la prima volta nella storia le sinagoghe in Nuova Zelanda rimarranno chiuse nel giorno dello Shabbat dopo lo scioccante massacro dei musulmani a Christchurch”. Così, su Twitter, Isaac Herzog, responsabile dell’Agenzia ebraica per Israele (Timesofisrael)

Un’iniziativa del tutto inusuale, imprevista e benvenuta quella della comunità ebraica neozelandese. Che esprime nella forma più alta possibile la propria prossimità alla comunità islamica così duramente colpita dal massacro avvenuto nelle due moschee di Christchurch (vedi Piccolenote).

A sparare un suprematista, che ha fatto strage di inermi in preghiera: 49 i morti.

“L’Agenzia ebraica e il Consiglio ebraico della Nuova Zelanda si schierano solidali con le famiglie in lutto. Siamo uniti nella lotta contro l’odio violento e il razzismo “, ha aggiunto Herzog.

“Offriamo tutta la nostra assistenza e e il nostro sostegno alla comunità musulmana e ci leviamo uniti contro il flagello del terrorismo e del razzismo; dobbiamo fare tutto il possibile per bandirlo dalla Nuova Zelanda”, ha dichiarato Stephen Goodman, presidente del Consiglio ebraico della Nuova Zelanda.

Manifestazioni di solidarietà sono arrivate anche dal Centro per l’Olocausto della Nuova Zelanda, dal Consiglio rabbinico dell’Australia e della Nuova Zelanda e da altri organismi ebraici neozelandesi.

Anche il Congresso ebraico mondiale, tramite Ronald Lauder, ha espresso “orrore e repulsione” per gli attacchi.

Riportiamo queste dichiarazioni, che si uniscono alle espressioni di dolore e condanna provenienti da tutto il mondo, perché appaiono significative di una solidarietà che supera barriere che troppo spesso hanno generato e generano conflittualità. Tanto dolore sembra aver gettato un seme.

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