1 marzo 2019

Amazon non paga tasse in America; ma il problema è mondiale

Amazon ha reso Jeff Bezos l’uomo più ricco mai esistito sulla terra. La società è anch’essa da record: solo quest’anno ha fatturato ben 11miliardi di dollari senza aver versato un centesimo di tasse. Ed è tutto in regola. 

Una dinamica paradossale

Secondo un rapporto dell’Itep, un think-tank americano che conduce  analisi su questioni fiscali, il colosso dell’e-commerce è riuscito ad aggiudicarsi un’aliquota fiscale del -1%. In altre parole non solo non ha pagato, ma è stato rimborsato di  129 milioni di dollari.

La quasi totalità della politica americana si trova d’accordo nel denunciare la paradossale dinamica. Tweet di condanna arrivano sia da Trump che da Bernie Sanders, da tempo impegnati in uno scontro diretto contro Amazon.

Il problema è globale

La vicenda è solo la punta dell’iceberg di un problema di dimensioni globali. Il rapporto Oxfam 2018 porta alla luce uno scenario angosciante sulla vicenda: “Mentre il numero di miliardari in tutto il mondo è raddoppiato dalla crisi finanziaria” del 2008, le aliquote fiscali dei super ricchi “sono in costante riduzione”.

Nel mirino di Oxfam sono infatti le imposte sul reddito personale, che nei Paesi più ricchi sono scese dal 62% degli anni 70 al solo 38% del 2013.

A sostegno di Oxfam si aggiunge Il report del 2018 del World Inequality Lab, un centro di ricerca sulle dinamiche della disuguaglianza globale. Il gruppo, forte di un qualificato team di analisti internazionali, accusa le politiche degli Stati di essere direttamente coinvolte nel favorire un’estremizzata concentrazione delle risorse nelle mani di pochi privati.

In trent’anni la politica ha reso il reddito personale dei miliardari una cassaforte sempre più inaccessibile al fisco.

La crescita costante delle disuguaglianze di reddito unita ad un aumento delle privatizzazioni pone un interrogativo sulla reale forza degli Stati di imporsi come difensori dei cittadini di fronte allo strapotere delle aziende private.

I dati sempre aggiornati del World Factbook della CIA fanno riflettere sul fatto che ciò abbia reso possibile che una società privata quale Amazon abbia un valore contabile superiore a quello dei mercati azionari di Paesi sviluppati quali Taiwan, Spagna ed Italia.

Una soluzione che tarda ad arrivare

Per adesso l’unica manovra per limitare questa distorsione sembrerebbe arrivare direttamente dai miliardari. È un fenomeno molto diffuso oggi tra i super ricchi quello di devolvere centinaia di milioni di dollari ad organizzazioni no-profit dedite ad attività di beneficenza.

Un vasto fenomeno filantropico che solleva però numerosi dubbi. Evidenziata anche dal NYT,  ad essere indagata è l’assenza di una reale trasparenza sulle finalità di questi ingenti spostamenti di denaro.

Ci si aspetterebbe quindi che una soluzione al problema venga ricercata o quantomeno dibattuta in sedi dove si trattano questioni di stretta rilevanza internazionale.

Davos, l’annuale incontro internazionale tra politici e rappresentati delle grandi società, di fatto potrebbe dare largo spazio all’argomento.

Rutger Bregman uno storico olandese invitato all’ultimo incontro, si è meravigliato del fatto che “tutti parlano di partecipazione, giustizia, uguaglianza”, ma nessuno parla del fatto che i ricchi non pagano la loro parte.

E ha attaccato i big della grandi imprese: “Smettete di parlare di filantropia e cominciate a parlare di tasse”.

La dichiarazione è ripresa sui social da Bernie Sanders. Il senatore su Twitter rincara la dose e definisce un “furto legalizzato” il sistema di tassazione per le grandi società.

Val la pena, a proposito di diseguaglianza, ricordare lo storico articolo di Warren Buffet sul New York Times nel 2011. Il numero uno di Berkshire Hathaway, secondo Forbes il terzo uomo più ricco del mondo, (si) denunciava: “Mentre i poveri e la classe media faticano a far quadrare i conti, all’élite dei più ricchi è stata garantita la protezione dei politici” .

Un appello ancora valido anche se largamente inascoltato, visto che la disuguaglianza di reddito è un fenomeno destinato ad estremizzarsi ineluttabilmente in tutte le regioni del globo.

Pietro Paolo Pantarotto – DM

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