8 ottobre

Di elezioni in Lettonia e derive naziste

Di elezioni in Lettonia e derive naziste . Nella foto, Jonas NoreikaIl partito dei filo-russi è stato il più votato nelle elezioni tenute ieri in Lettonia. I Paesi Baltici, che per primi si sono staccati dalla Russia per divenire baluardo della Nato a Est, fanno sussultare l’Europa.

Le elezioni in Lettonia

Ciò perché il maccartismo che da tempo avviluppa menti e media occidentali non può tollerare che a vincere libere elezioni siano forze politiche che non vedono in Mosca un pericolo.

Detto questo, come successo altre volte, il partito filorusso sarà escluso dal governo. Vige la pregiudiziale anti-russa che nel nome della democrazia lo esclude a priori da qualsiasi coalizione.

Questo fulgido esempio di democrazia fa pendant con un altra sorpresa uscita dalle urne lettoni, più inattesa.

Si tratta del risultato del partito di Valdis Dombrovskis, già primo ministro lettone poi diventato vice-presidente della Ue: il suo partito ha subito un crollo clamoroso, poco più del 6%. Percentuale da prefisso telefonico.

A proposito di percentuali, lo statista in questione è uno dei cosiddetti falchi della Ue, sostenitore del rigore, al quale la percentuale di debito pubblico statuita nel Def dal governo italiano, 2.4 invece che 1.6, non va bene. Contrasta il dogma.

Nessuno è profeta nella sua patria, come da dettato evangelico, e lo statista lettone non sfugge a questa triste regola.

Ma resta vice-presidente Ue, in nome di quello strano concetto di democrazia che vige nell’Unione, che chiama al governo chi è cooptato per meriti esoterici.

Jonas Noreika, eroe della Lituania

Sempre a proposito di democrazia Ue in salsa baltica, ieri un interessante articolo di Paolo Salmon sul Corriere della Sera dava notizia delle ricerche di Silvia Foti sul conto del nonno, Jonas Noreika, meglio conosciuto come “generale Tempesta“, celebrato in Lituania come eroe anti-sovietico (e oggi anti-russo) con tanto di statue celebrative.

Studiando gli archivi, la Foti si è accorta che l’eroe fu più che attivo nello sterminio di ebrei. Documenti da lui firmati, con ordini precisi e inoppugnabili.

Il generale Tempesta «istruiva i suoi soldati su come portare gli ebrei residenti nell’area dei boschi, per far loro scavare delle fosse e ucciderli sul posto: “Poi venivano requisite case, mobili e proprietà per essere distribuite ai lituani ‘ariani'”».

A quanto pare in Lituania la ricerca della Foti non è stata gradita, tanto da aver attirato anche «minacce di morte» per l’indebita ingerenza nella storia patria.

Lo strabismo delle forze di sistema

Misteri della democrazia. Che quando si intreccia con il maccartismo gioca brutti scherzi. Come si è visto in Ucraina con il ritorno del mostro nazista, colonna portante della rivoluzione di Maidan.

Così esponenti politici e media di sistema che allarmano sul pericolo fascista rappresentato dai cosiddetti populisti restano afoni quando derive filo-naziste, reali e non percepite, tornano utili contro Mosca.

Strabismo per nulla accidentale, che rende tali forze del tutto inadeguate a erigersi a baluardo della democrazia.

Ci vorrebbe ben altro per porre un argine a certe derive, quelle reali e non quelle percepite da media e politica (con la p minuscola), e non c’è.

Avendo distrutto la sinistra, ridotta a forza residuale e ancillare alla grande Finanza, ormai il duello politico in ambito europeo sembra giocarsi tutto a destra.

Per avere un’idea di come sta andando tale scontro, oltre alle simboliche elezioni lettoni, si può dare un’occhiata Oltralpe.

A fine settembre il povero Macron ha provato a rilanciarsi con un Manifesto anti-populista, subito sottoscritto da Renzi.

Ma le troppe giravolte, ora anti-neocon ora fidato scudiero di tale ambito, hanno isolato e indebolito il presidente francese.

Tanto che i suoi ministri si dimettono a tambur battente. Ultimo, il ministro dell’Interno Gerard Collomb, che l’ha abbandonato subito dopo la pubblicazione del Manifesto in questione.

Non sembra di buon auspicio per lui e per le forze che vuol rappresentare.

 

Nella foto, il generale Jonas Noreika

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