30 agosto

Piazzale Loreto anche per Salvini?

L’opposizione al governo gialloverde si sta riorganizzando dopo la devastante sconfitta subita alle ultime elezioni. E cerca nuove vie.

L’idea portante è quella di creare un grande rassemblement che si presenterebbe come un fronte anti-populista e anti-sovranista (almeno sedicente tale, ché di populismo sono esperti anche loro).

Una forza oppositiva che accomunerebbe destra e sinistra. E che potrebbe anche marciare divisa alle prossime elezioni – che sperano anticipare – per ricompattarsi poi.

È il famoso “partito della nazione” preannunciato da Renzi. Le grandi manovre in proposito sono iniziate questa estate e annunciano un’opposizione più agguerrita e spendibile di quella che il governo ha conosciuto finora.

Ma la  nostra nota non è dedicata alla politica italiana, quanto ad alcuni cenni che sembrano evidenziarne un ulteriore imbarbarimento.

Due giorni fa, alla grande manifestazione di piazza a San Babila a Milano contro Matteo Salvini, uno striscione riportato da Andrea Sanesi per il Corriere della Sera: “Salvini sei sulla linea rossa (della metropolitana, ndr). Tra quattro fermate c’ è piazzale Loreto“.

Slogan che riecheggia curiosamente, o forse no, le successive dichiarazioni di Oliviero Toscani, il fotografo dei Benetton (i  patron delle Autostrade ormai noti per la strage di Genova): “Mio padre ha fotografato Mussolini a piazzale Loreto, chissà dove fotograferò io Salvini” (intervista a Giovanni Viafora, sempre per il quotidiano milanese).

L’omicidio di Mussolini e di Claretta Petacci ha rappresentato una pagina di cronaca nera della storia d’Italia, come ammesso ormai anche nell’ambito della Resistenza.

Auspicarne una riedizione non appartiene alla dialettica politica tra governo e opposizione, che in una democrazia è auspicabile quanto indispensabile. Appartiene, appunto, alla cronaca nera. Non aiuta l’Italia. E inquieta.

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