9 agosto

Dahyan: altra strage di bambini in Yemen

Sono 43 i morti uccisi da un bombardamento della coalizione a guida saudita in Yemen. A essere preso di mira un camion adibito a scuolabus nei pressi del mercato di Dahyan.

Questo il tweet della Croce Rossa internazionale: “A seguito di un attacco avvenuto stamattina contro un autobus che conduceva bambini nel mercato di Dahyan, nel nord di Sa’ada, l’ospedale @ ICRC_yem ha ricevuto dozzine di morti e feriti. Secondo il diritto internazionale umanitario, i civili devono essere protetti durante il conflitto”.

Un generale della coalizione, tal Turki Al-Maliki, ha definito “legittimo” l’attacco, stante che i ribelli Houti, contro cui si è costituita la coalizione, userebbero i bambini come scudi umani. Nel caso specifico non si capisce se i ribelli erano legati sotto il camion…

Per i morti ammazzati in Siria, per i famosi “crimini di Assad” (a quanto pare i suoi nemici lanciavan fiori), si è mosso il mondo intero.

Video e fotografie su tutti i media… non si registra l’eguale per lo Yemen. Anzi, il silenzio, a parte eccezioni che confermano la regola, regna sovrano. L’abbiamo scritto altre volte, non ci stanchiamo di ripeterlo.

Il senso umanitario dispiegato allora e l’attuale tacere, al di là delle eccezioni virtuose che confermano la regola, appaiono due facce della stessa medaglia.

Perché nel primo caso si trattava di accusare Damasco, un governo inviso a sauditi e americani – e loro partner -. In Yemen di non dare rilievo ai crimini commessi dagli stessi sauditi, americani & co.

Scherzi, dinamiche proprie del giornalismo: basta un bottone ad accendere o spegnere l’attenzione dell’opinione pubblica su un certo argomento…

In genere evitiamo di pubblicare foto scioccanti. A volte ci sembra che il dolore sia usato come merce per vendere meglio un articolo. E poi son immagini che urlano, invece di far ragionare e riflettere.

Stavolta abbiamo fatto un’eccezione. Lo strazio del bambino nella foto non serve ad accusare Assad, come fu per la foto di Omran, che fece il giro del mondo.

Così la foto di questo piccolo (e altre similari) non la farà vedere nessuno sui media mainstream. Allora  facciamo un’eccezione al nostro stile. E pubblichiamo, con il dovuto tremore, questo piccolo, grande, strazio yemenita.

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