3 agosto

Yemen: l’eccidio di Hodeida

Le rovine di HodeidaIeri un bombardamento aereo su un ospedale di Hodeida fa oltre 55 morti e 100 feriti. La guerra in Yemen incrudelisce.

Più volte abbiamo accennato alla distrazione dei media mainstream su tale conflitto. Ben altra attenzione ha avuto la guerra siriana e in specie i cosiddetti “crimini di Assad” (nonostante dichiaratamente criminali, e terroristi, fossero tanti/tutti i suoi nemici).

Poca o nessuna eco hanno le bombe dei sauditi, che da anni, insieme agli Emirati Arabi Uniti (e agli Usa), sono entrati in guerra contro i ribelli houti in Yemen. Anche quando colpiscono ospedali.

Bombe sull’ospedale e sul mercato

Non solo l’ospedale: le prime bombe sono cadute sul mercato del pesce, a venti metri dalla struttura sanitaria, a quell’ora affollato di gente. Poi l’ospedale. Ed è stata ecatombe.

Una strage ancora più odiosa se si considera che in questi giorni i ribelli houti e gli Emirati Arabi Uniti avevano annunciato un cessate il fuoco per dare modo all’Onu di esplorare una tregua per la città di Hodeida, obiettivo della campagna militare dei sauditi.

Hodeida che è strategica: attraverso il suo porto giungono gli aiuti umanitari alla stremata popolazione.

Non solo. Gli houti avevano annunciato un cessate il fuoco unilaterale sulle navi in transito nel Mar Rosso, dopo l’attacco portato a una petroliera saudita che aveva allarmato il mondo.

Un cessate il fuoco di portata molto più ampia. Infatti, gli houti hanno dichiarato che la tregua è limitata nel tempo, ma può essere “rinnovata su tutti i fronti, se tale iniziativa sarà bene accolta e sarà corrisposta da misure reciproche della coalizione” nemica.

Un vero e proprio ramoscello di olivo. La risposta è stata una strage.

I sauditi ovviamente negano. A bombardare sarebbero stati gli houti, i quali però non hanno aviazione. E ci sono testimoni che hanno visto e sentito aerei volare.

Al Jazeera, convinta delle responsabilità di Ryad, riferisce che “nel solo mese di giugno, i sauditi e gli Emirati Arabi Uniti hanno effettuato almeno 258 raid aerei nello Yemen, quasi un terzo dei quali hanno riguardato siti non militari”.

Ecatombe Yemen

È istruttivo anche rileggere un report del 2016 di Medicins sans frontiers, relativo a un altro bombardamento ospedaliero dell’aviazione saudita, anche allora negato (un semplice errore).

Ribadendo la responsabilità di Ryad, Msf ricordava che “l’ospedale Abs è stato identificato da un grande logo (2m x 5m) dipinto sul tetto […] era funzionale e la sua posizione era ben nota”

Infatti, aggiungeva, “le coordinate GPS dell’ospedale Abs erano state condivise con la coalizione a guida saudita almeno ogni tre mesi da luglio 2015.” Ultima condivisione: “cinque giorni prima” delle bombe.

“Non consideriamo questo incidente un ‘errore’, – continuava Msf – “ma la conseguenza di una modalità di condurre le ostilità nel disprezzo della salvaguardia dovuta agli ospedali e alle strutture civili”.

Brutta storia. Il 1° agosto gli houtii avevano condotto un attacco altamente allarmante per Ryad: un drone aveva bombardato l’aeroporto della capitale saudita. Per tanti analisti il bombardamento dell’ospedale sarebbe una rappresaglia per quell’inaccettabile aggressione.

Altri analisti reputano che si sia voluta bombardare l’apertura di un negoziato, che Ryad rifiuta.  A scatenare la guerra è stato il principe ereditario Mohamed bin Salman: se non vince la sua futura corona si fa più aleatoria.

Chiudiamo riportando le parole del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, dell’aprile scorso:  “Quella dello Yemen è la peggiore crisi umanitaria del mondo. Mentre il conflitto entra nel suo quarto anno, oltre 22 milioni di persone – tre quarti della popolazione – hanno bisogno di assistenza e protezione umanitaria”.

Così invece al Jazeera: dall’inizio della guerra “almeno 10.000 persone sono state uccise nei combattimenti e oltre 100.000 bambini sono morti per fame e privazioni”.

Sentinella, quanto resta della notte?

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14 agosto

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