16 luglio

Calcio: la pax mondiale e le Pussy Riot

purin e maradona. La pax mondialeLa pax mondiale ha tenuto. E questo è forse il dato più interessante uscito da questi mondiali di calcio in Russia. Ma andiamo per ordine.

Meticciato e Françafrique

Anzitutto la vittoria della Francia, che i media mainstream indicano come il trionfo del meticciato sulla chiusura delle frontiere, stante la formazione colored dei transalpini.

Lettura alquanto suggestiva, che rivendica le ragioni delle libertà proprie della globalizzazione contro la barbarie sovranista. Ci piacerebbe aderire a tale lettura se non fosse una narrazione non solo a-storica, ma decisamente anti-storica.

Il melting pot francese, infatti, nasce e vive della Françafrique, cioè dei vincoli tra Parigi e le sue ex colonie sopravvissuti alla fine della grandeur coloniale. Vincoli che rendono tali Paesi ancora dipendenti sia a livello economico che (di fatto) politico dalla Francia.

Legami grazie ai quali le multinazionali francesi fanno affari d’oro mentre le ex colonie fanno la fame, dal momento che gli restano in mano le briciole (tranne ovviamente ai satrapi che gestiscono il potere in nome e per conto di chi fa tali affari).

Non si tratta di denunciare chissà quale segreto arcano: lo sfruttamento delle ricchezze africane da parte dell’Occidente, e non solo della Francia, non ha bisogno di tante spiegazioni. C’è, lo sanno tutti ed evidentemente sta bene così.

Così evitiamo di dilungarci nella denuncia, ma ci permettiamo almeno di sorridere dei tanti articoli inneggianti alla vittoria della libertà meticcia al mondiale di calcio. A ben vedere, è appunto il contrario.

La pax mondiale e l’incontro Putin-Trump

Mondiale bello, in particolare perché nessuna partita era scontata. Abbiamo visto giocatori ansimare e cadere a terra spossati, segno di una preparazione basata più sull’atletica che sugli integratori farmaceutici. E campioni di calcio al posto dei soliti divi dello star system: da Modric a Hazard, da Griezmann a Kanté ad altri.

Ma al di là dell’aspetto ludico, pure importante, questo mondiale ha avuto un effetto politico alquanto significativo: ha riabilitato l’immagine di Vladimir Putin.

L’immagine del sanguinario dittatore elaborata dai media mainstream si è sgretolata. Tanto che oggi Repubblica deve dedicare una pagina intera a un sondaggio realizzato in Italia dal quale emerge una simpatia diffusa per il leader russo.

Non si tratta di idealizzare lo zar, ma di evitare la trappola del maccartismo dilagante tesa a relegare il presidente russo ai margini della geopolitica globale.

Esercizio non solo irrealistico, stante l’influenza internazionale della Russia, quanto pericoloso, perché alimenta artificiosamente la conflittualità Oriente – Occidente, con esiti pericolosi per la pace mondiale.

A proposito di pace, in un articolo scritto all’inizio del mondiale di calcio (cliccare qui) avevamo accennato all’importanza della presenza del principe ereditario saudita Mohamed Bin Salman alla partita inaugurale.

Presenza che era segno e simbolo di un accordo globale per una moratoria del Terrore durante lo svolgimento del campionato.

Una sorta di declinazione calcistica della pax olimpica. La pax calcistica ha tenuto: il mondo in questi giorni si è dimenticato di attentati e Terrore (con sporadiche eccezioni locali che hanno confermato la regola).

A ricordarci che si trattava di una moratoria transitoria, la scorribanda di ignoti durante la finale. Un’invasione di campo in diretta mondiale rivendicata dal movimento di ispirazione satanista (cliccare qui) delle Pussy Riot.

Un’operazione più che sofisticata, stante che gli invasori hanno eluso i controlli capillari e sofisticati dell’intelligence russa (e non solo), risultati efficaci fino ad allora e certo moltiplicati nell’occasione per la rilevanza del match e la presenza, allo stadio, di Putin e altri leader politici stranieri.

Detto questo, al di là del disturbo finale, la pax calcistica ha comunque retto. Oggi Trump si incontra con Putin. Un vertice che servirà anche ad affrontare il mondo dopo il mondiale di calcio russo, un mondo  cioè post moratoria-Terrore.

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