12 luglio

Trump, Putin e l'Iran, passando via Nato

Trump e Stoltenberg, segretario generale NatoGiro di danza di Donald Trump in Europa. Prima tappa il vertice Nato, poi la mesta Gran Bretagna (vedi Piccolenote), infine, il 16 luglio, il vero motivo del tour, l’incontro con Vladimir Putin.

Lo show di Trump alla Nato

Al vertice Nato ha fatto il suo atteso show, chiedendo all’Europa di investire più soldi e più Pil nella difesa comune.

Invece di prendere la palla al balzo per ritentare con più ragioni la via della Difesa comune europea, accarezzata da decenni, i leader del Vecchio Continente hanno piagnucolato queruli, chiedendo al prepotente alleato di non rovinare la Nato che è così bella e utile. E va bene così…

Certo la via di una Difesa europea era e resta impervia, ma un’occasione come questa non si ripeterà facilmente. E seppur non facilmente praticabile, stante le oscure forze ostative, era comunque una carta giocabile  per sparigliare il gioco e trattare col bullo d’Oltreoceano. E va bene così…

Il suddetto bullo, dal canto suo, ha giocato da vero professionista del poker. Ha accusato la Germania di essere schiava della Russia, da cui dipende per l’energia.

Dipendenza che si accrescerà quando andrà a regime il gasdotto Nord Stream 2, che porterà il gas dalle lande russe a quelle teutoniche senza passare per il blocco dell’Europa orientale.

Un attacco proditorio, quello di Trump, e di rara intelligenza: in un sol colpo ha fatto contenti tanti.

Trump, il pokerista

Anzitutto i petrolieri americani, che vogliono sostituirsi ai russi in Europa. I neocon e gli ambiti Nato, che vedono nella dipendenza della Germania dalla Russia uno scacco decisivo alla loro strategia volta a dividere Mosca dall’Europa (unite sarebbero il primo polo geopolitico globale: possibilità che li terrorizza).

Ma anche cinesi e russi, che vedono nelle distanze che Trump sta mettendo con i suoi alleati nuovi e impensabili spazi di manovra (così anche Ian Bremmer sul Corriere della Sera di oggi, ma vedi anche il Sole 24Ore di due giorni fa o Xinhua).

Allo stesso tempo, l’attacco ai russi lo aiuta a stemperare l’accusa di essere troppo amico di Putin, accusa che lo perseguita da quando è diventato presidente degli Stati Uniti.

Ne accenna anche Gianni Riotta sulla Stampa di oggi, il quale scrive che Trump ha criticato l’asse russo-tedesco anche “per esorcizzare le ombre del russiagate e arrivare al summit di lunedì a Helsinki col presidente Putin a mani libere”.

Insomma, Trump non è certo un genio, ma si dimostra abile giocatore di poker. E il suo gioco volto ad attutire l’isteria prodotta dalla sua determinazione a incontrare Putin è andato a buon fine.

Lo dimostrano le parole del Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, che in una conferenza stampa ha affermato che il summit tra i due presidenti “è in linea con le politiche Nato”.

… per tacer dell’Iran

Non solo la Russia. Al vertice Nato si è parlato anche di Iran, che poi è il capitolo più spinoso della ingarbugliata matassa mediorientale. La miccia che può far esplodere tutta la casa.

Se la revoca del trattato sul nucleare iraniano decisa da Trump ha gettato benzina sul fuoco, è pur vero che dopo l’improvvida mossa il presidente americano si è mosso con certa accortezza.

Il suo cedimento sull’accordo nucleare ad oggi non ha avuto il seguito sperato dai neocon.

Certo, Trump ha minacciato Teheran, reintrodotto sanzioni pregresse ed emesse di nuove. Ma sul piano militare, che poi è quello che interessa tale ambito, ossessionato dall’idea di incenerire l’Iran, non ha fatto nulla.

Dell’Iran Trump ha parlato anche al vertice Nato, si diceva, affermando che ci sarà “un’escalation tra Stati Uniti e Iran”, come da titolo strillato del Timesofisrael di oggi. Le sanzioni stanno mettendo alle corde Teheran, rincara il sottotitolo.

Tanto, che, ha detto il presidente Usa (sempre il sottotitolo di cui sopra), il governo iraniano sarà costretto a cercarlo per fare un nuovo accordo. Dirà: “facciamo un accordo e faremo un accordo”. Faremo un accordo? L’opposto di quel che speravano i neocon. Il pokerista della Casa Bianca riserva sorprese…

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