9 luglio

Viktoria Skripal accusa le autorità britanniche

viktoria skripalPiù che interessante l’intervista rilasciata oggi alla Repubblica da Viktoria Skripal, cugina di Julia e nipote dell’ex spia russa Serghej, che le autorità britanniche dicono siano stati avvelenati col gas nervino Novichok dai russi. Un’intervista che nasce da un nuovo avvelenamento da Novichok, quello di due cittadini britannici, avvenuto, come l’altro, a Salisbury.

Un contagio, quest’ultimo, che sarebbe per caso: i due avrebbero toccato qualche elemento contagiato nel primo avvelenamento. Una delle due vittime, purtroppo, la signora Dawn Sturgess, è morta.

Viktoria Skripal e i misteri dell’inchiesta britannica

Parla dalla Russia, Viktoria Skripal, e dice: “Non mi è parso un caso che la notizia del [nuovo, ndr.] contagio sia arrivata alla vigilia di una semifinale Russia – Inghilterra”. Sul punto vedi anche Piccolenote.

“Se Londra non ha nulla da nascondere, perché non invita esperti russi a collaborare all’inchiesta? I loro specialisti non sono forse di parte? Non mi fido dell’intelligence britannica. Ha coinvolto gli esperti dell’Opac [l’organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, ndr.] tre settimane dopo l’avvelenamento, presentando solo prove da loro selezionate”.

La donna si dice dubbiosa su quanto davvero accaduto allo zio e alla cugina, accennando alla presenza, nei pressi di Salisbury, “del laboratorio di Porton Down“, il più importante centro britannico per la ricerca sulle armi chimiche.

Viktoria e la cugina Julia

Quanto alla cugina Julia, fu lei la prima a darle voce dopo lo scampato pericolo, rivelando l’audio di una sua conversazione telefonica. “Mi ha chiamata una seconda volta. Mi salutava sempre: ‘Ciao Vic!’ Nelle due telefonate da Londra, invece, è stata molto formale, come se avesse qualcuno accanto”.

“Nella seconda conversazione, mi ha accusato di non poter tornare in Russia per colpa mia, perché ho reso il suo avvelenamento di pubblico dominio. Io? Ho dato la prima intervista a fine marzo”. Ricordiamo, sul punto, che l’avvelenamento fu reso pubblico a inizio marzo.

Nell’intervista, Viktoria dice di voler incontrare la cugina. Più che sciocca la domanda in proposito: “Perché ci tiene tanto ad andare?”… Come, i suoi parenti sono stati avvelenati, sono stati in fin di vita, sono scomparsi dalla circolazione, dato che ora sono in una località segreta, e ci si chiede anche perché li si voglia incontrare?

Misteri del giornalismo… ma andiamo alla risposta: “Ho una delega di mia nonna. Voglio solo che mio zio riprenda a chiamarla per dirle che è tutto ok. Non sa quello che è successo e non capisce perché non ci chiami più. E voglio incontrare Julia. Voglio che mi dica in faccia quello che mi ha detto al telefono per capire se mente”.

In effetti, non si comprende affatto perché le autorità britanniche non hanno voluto che Viktoria Skripal vedesse i parenti, stante che si potevano prendere tutte le precauzioni del caso per evitare che scoprisse il luogo della sua nuova residenza e altro. Ma tante sono le cose che non si comprendono in questa brutta faccenda…

 

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