28 giugno

Kushner e lo strano piano di pace israelo-palestinese

Kushner e NatanyahuJared Kushner, ragazzo di belle speranze prestato alla politica grazie al matrimonio con la figlia di Donald Trump, prova a dar concretezza al suo piano di pace israelo-palestinese.

E lo fa con un tour mediorientale, nel quale i palestinesi hanno rifiutato di incontrarlo.

Kushner e la pace unilaterale

Non un buon viatico per un piano definito di “pace”, ma tant’è. Non demorde. E per sponsorizzarlo ha inviato volantini e messaggini ai palestinesi per invitarli a far pressione sulla loro leadership perché lo accolgano. Mossa politica di fine fattura…

Laura Rozen su al Monitor riporta la notizia e annota: “Lo spostamento dell’ambasciata Usa a Gerusalemme il mese scorso e le minacce di tagliare l’assistenza degli Stati Uniti ai palestinesi hanno profondamente alienato sia la leadership palestinese che i suoi abitanti e ridimensionano le prospettive già minime per far progredire il processo di pace”.

Quindi la Rozen interpella Nimrod Novik, a lungo assistente di Shimon Peres, che sul cosiddetto piano di pace di Kushner è più che categorico: “Non porterà da nessuna parte”.

Pare che Kushner abbia chiesto agli Stati arabi di aiutare Gaza in sostituzione di Washington, che invece taglierà fondi a Usaid e  Unrwa, agenzie che finora hanno assicurato il sostegno alle scuole non islamiche della Striscia.

Ciò “significa, da settembre, una cosa molto semplice: 270.000 studenti di Gaza non andranno a scuola”, chiosa Novik.

Né sembra abbiano speranza di funzionare i progetti per offrire lavoro ai disperati della Striscia, finanziati a latere del piano di pace. Ciò perché si tratta di creare posti di lavoro nel Sinai, in territorio egiziano.

Con il governo del Cairo del tutto contrario perché si troverebbe a fronteggiare il malcontento dei tanti disoccupati egiziani che si vedrebbero sfavoriti rispetto ai palestinesi.

I rischi di un pessimo piano di pace

Insomma, tanto dilettantismo e tanta insipienza in questo approccio. “Gli analisti”, scrive la Rozen, “hanno avvertito che il varo di un piano senza nessuna prospettiva sul fatto che i palestinesi si siedano al tavolo dei negoziati potrebbe scatenare una nuova ondata di violenze”.

“Se il nuovo ‘accordo’ non darà risultati, le cose andranno peggio sia per Israele che per i palestinesi” , avverte l’analista israeliana Yossi Alpher in un post su Forward riportato da al Monitor. “Se si scherza con il conflitto israelo-palestinese senza un piano strategico vincente e un impegno serio, il fallimento conseguente peggiorerà le cose. Meglio allora non provarci”.

Dove tutto sta in quell'”accordo” messo tra virgolette: non c’è nessun accordo in questo strano piano di pace unilaterale.

Né alcuna pace, stante che il proponente non ha alcuna intenzione di far concessioni alle richieste di una delle parti, anzi le rigetta in toto, com’è accaduto con lo spostamento dell’ambasciata Usa a Gerusalemme.

Stando così le cose, ad oggi il piano sembra congelato. Ma Jared Kushner scalpita. Vuole accontentare Netanyahu, grande amico di suo padre Charles, che lo ospitava in casa quando il premier si recava negli Stati Uniti.

Allora Jared doveva cedergli il letto e andare a dormire nello scantinato. A quanto pare quello scantinato è rimasto nella memoria del ragazzo, che si sta facendo latore di un progetto elaborato al piano superiore.

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