25 giugno

Bolton a Mosca: confermato

Bolton incontrerà LavrovIl ministero degli Affari Esteri russo ha dichiarato che mercoledì il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov si incontrerà con il Consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti John Bolton.

L’incontro avrà luogo mecoledì 27 giugno e verterà “sulla questione siriana e sulle relazioni bilaterali”.

Nel riferire la visita e le tematiche dell’incontro, l’Agenzia di stampa turca Anadolu ha ricordato che, il 14 giugno, il portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca, Garrett Marquis, aveva affermato: “Bolton si recherà a Mosca il mese prossimo per parlare dell’organizzazione di un summit russo-americano”.

Sull’importanza della visita di Bolton in Russia abbiamo già scritto. Val la pena però spendere qualche altra riga.

Anzitutto per rilevare come la visita passi alquanto sottotraccia, eppure ha un’importanza capitale. Una vera e propria visita di Stato, tanto che Bolton non parlerà con un suo qualche omologo russo, ma con il ministro degli Esteri.

Inoltre per segnalare che i tempi si sono abbreviati, dato che Marquis aveva parlato del mese di luglio. Cosa che fa immaginare che ci sia pressione in seno all’amministrazione americana per fare in fretta.

Se si pensa agli sforzi profusi per tentare in tutti i modi di disinnescare il proposito di Trump di avere un rapporto meno contrastato con Putin, si può immaginare quanto sia cambiato il mondo.

A remare contro sono stati gli ambiti liberal e i neocon. Così sono proprio i neocon a trattare quella che appare una resa o qualcosa di simile.

Già, perché la loro strategia è alle corde: immaginavano che la revoca del trattato nucleare iraniano cambiasse il volto del Medio oriente. Non è andata così. Né la guerra siriana va secondo i loro piani, stante che ormai l’hanno persa e Assad vinta.

E dal Medio all’Estremo oriente: la pax coreana ha preso piede nonostante le tante manovre avverse.

Sconfitti su tutta la linea, anche se tutt’altro che domi, i neocon devono fare una cosa che è totalmente al di fuori della loro logica: trattare. E finché si tratta, la conflittualità risulta sedata.

 

 

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