21 giugno

Anche per te, Lucio Battisti

Lucio BattistiPer te che di mattina torni a casa tua perché

Per strada più nessuno ha freddo e cerca più di te

Per te che metti i soldi accanto a lui che dorme

E aggiungi ancora un po’ d’amore a chi non sa che farne

Anche per te vorrei morire, ed io morir non so

Anche per te darei qualcosa che non ho

 

Perché andare tanto lontano per trovare in musica qualcosa di meravigliosamente speciale da portare nel cuore per un po’ di tempo?

Se poi questo “po’ di tempo” dura da quasi cinquant’anni allora vuol dire che davvero è meravigliosa questa piccola grande canzone dedicata all’infelicità della vita. E all’impossibilità di colmarla con le proprie forze.

Piccola perché usci nel 1971 quasi nascondendosi sul lato B di un 45 giri che ebbe grande successo, e che sul lato A, quello importante, aveva “La canzone del sole”.

Grande perché in nemmeno cinque minuti riesce a commuovere, a far pensare, a regalare immagini poetiche e importanti.

È anche questa la meraviglia delle canzoni: la capacità quasi miracolosa di riuscire a conquistarci in un tempo brevissimo, quasi un attimo. Una sintesi perfetta, comprensibile a tutti. Universale.

Musicalmente la canzone è apparentemente semplice. Un pianoforte, poi una chitarra che accompagna e l’orchestra di sottofondo a parlare dello scorrere della vita con un violino più evidente ad aiutare l’atmosfera.

Poi l’orchestra va sempre più in evidenza, in un crescendo che si sviluppa piano. In particolare nella terza strofa, quando la musica diventa per un attimo quasi un sussurro, come se parlasse di qualcosa di particolarmente intimo e bello riguardo alla persona a cui si riferisce. Una meraviglia.

E su tutto la voce, il canto di Lucio Battisti, così intenso e vero, capace come nessun altro di comunicare la vita. Senza alcun virtuosismo, solo cuore. E dal suo arriva al nostro.

Il bellissimo testo di Mogol accenna alle difficili vite al femminile. Testo tante volte e diversamente interpretato da tanti autori.

Ma qui è evidente, forte, il sentimento di dolore grande per non essere in grado di rispondere con la propria vita alle difficoltà, alla fatica, alla disperazione degli altri.

È l’autore stesso a spiegare Anche per te parlando di “un uomo che vorrebbe in qualche modo aiutare tutti, come un bambino che se vede uno che soffre si commuove e vorrebbe dare tutto se stesso”.

Non riesce a dare altro che i propri pensieri e la propria tristezza: non la propria vita, neanche un brandello.

Un limite impossibile da valicare. Se non affidando tutto il dolore a qualcun altro che possa davvero dare la propria vita, che possa finalmente rispondere a quel dolore che è anche il proprio, quando la constatazione di quel limite si fa lacerante.

 

Anche per te vorrei morire, ed io morir non so,

anche per te darei qualcosa che non ho.

E così, e così, e così

io resto qui,

a darle i miei pensieri,

a darle quel che ieri

avrei affidato al vento cercando di raggiungere chi

al vento avrebbe detto sì

Nei link cui rimandiamo Anche per te cantata da Lucio Battisti e da altri grandi. Ma la versione di Lucio è di gran lunga la più bella.

Lucio Battisti – Francesco De Gregori – Renato Zero – Enrico Ruggeri –  Silvia Salemi

 

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