14 giugno

Il cinismo di monsieur Macron e il nervosismo italiano

Merkel e MacronContinua la crisi tra Francia e Italia avviata dalle ciniche e irresponsabili dichiarazioni di Emmanuel Macron sulla vicenda dei migranti della nave Aquarius, per usare termini usati dallo stesso per attaccare l’Italia.

Il cinismo irresponsabile di Macron

Tanti hanno infatti ricordato recenti atteggiamenti “vomitevoli”, questo il termine usato dal suo portavoce per criticare l’Italia, nei confronti dei migranti (vedi ad esempio Mentana).

Dichiarazioni non dettate da esigenze umanitarie, quelle di Macron, ma da “cinico” calcolo politico: era stato infatti tacciato dalla Gauche e dal suo stesso partito di “connivenza” con Salvini per il suo silenzio sull’Aquarius (vedi ParisMatch).

Da qui l’improvvida presa di posizione anti-italiana. Parole “irresponsabili”, appunto, perché hanno incrinato quell’asse Roma-Parigi, necessario se si vuole costringere la Germania a uscire dal teutonico rigorismo che attanaglia l’Europa.

La Ue sull’orlo di una crisi di nervi

Momento drammatico quello che sta vivendo l’Unione europea. Il recente vertice del G7 ha mostrato quanto il Vecchio Continente stia diventando marginale per i destini del mondo.

L’America sta perdendo interesse per i suoi antichi clienti. In parallelo, le potenze asiatiche non solo continuano a crescere economicamente, ma stanno accrescendo anche il loro peso politico nell’agone del mondo.

La Ue sembra invece preda di una crisi di nervi. Le élite cultural-finanziarie che l’hanno governata in questi decenni la stanno portando alla rovina. Vedono ogni novità politico-economica come un antagonista esistenziale.

Come Urano, tali élite divorano i propri figli, distruggendo così anche ogni prospettiva di uscita dall’endemica crisi economico-finanziaria-culturale-politica.

Allo stesso tempo, tale prospettiva funerea suscita reazioni nervose nelle classi medie e disagiate, come anche nella classe politica che si è proposta di rappresentarle.

Il nervosismo italiano e i foschi presagi futuri

La reazione inconsulta, nonostante sia più che motivata, può sembrare efficace nell’immediato, ma nel medio-lungo termine avvantaggia solo le élite e il loro gioco de-strutturante.

Per uscire fuor di metafora, e accennare a vicende italiane, il leaderismo di Salvini può apparire vincente nell’immediato, ma rischia di creare i presupposti del suo naufragio futuro.

Per restare alla vicenda Aquarius: accogliendo i migranti, la Spagna ha salvato anche lui. Un solo migrante morto e la sua carriera politica sarebbe finita causa “omicidio volontario”: inevitabile infatti l’avvio di un’inchiesta della magistratura e forse un mandato d’arresto (motivo: rischio di reiterazione del reato).

Inoltre, muovendosi da leader incontrastato del governo, sta demolendo il suo attuale alleato, i Cinque stelle, per il quale peraltro si profila la liquidazione per via giudiziaria, quella che ha liquidato altri partiti prima di loro (sorte che si adombra peraltro anche per la Lega).

Il guasto alla Rai dell’altroieri, che ha oscurato per lungo tempo i canali televisivi nazionali, è fosco presagio per l’attuale governo (fine delle trasmissioni).

La cosiddetta sinistra, quella di Capalbio e refrattaria agli immigrati, ad oggi si è attestata sulla sponda del fiume in attesa di veder transitare il cadavere del nemico.

Senza accorgersi che il cadavere lo ha in casa, ed è quello della sinistra stessa, quella che stava con le classi disagiate e non con la legione di Soros.

Di dazi e infarti

Vedremo come evolverà la situazione. L’Italia – la politica, la società civile e l’economia – nonostante tutto, ha ancora riserve.

Né l’Italia è la Grecia (che, pur bella, ha il Pil di Modena) per importanza economico-politica, cosa che ne sconsiglia il fallimento con effetti a catena.

Né, infine, la Germania può permettersi di infierire troppo sul nostro Paese (come sugli altri anelli deboli dell’Europa) perseverando nell’ottuso rigorismo di oggi. Soprattutto se dopo i dazi sull’alluminio giungeranno dagli Usa anche quelli sulle automobili.

Trump sembra seriamente intenzionato a fare tale passo. Anche se ad oggi la pratica è sospesa, perché il suo consigliere per l’economia, Larry Kudlow, due giorni fa ha avuto un infarto.

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