9 giugno

Il G7, la fascinazione per Putin e l’Iran

G7: foto di gruppo“Pericolosissima la fascinazione per Putin”. Questo il titolo di un’intervista all’ex primo ministro Paolo Gentiloni pubblicata su Repubblica, riguardante le posizioni del nuovo governo rispetto alla Russia.

L’ipotesi di un ritorno della Russia al G7

Pare che il mondo ormai si divida tra chi sta con Putin e chi contro. Così la dichiarazione di Trump sulla necessità di riammettere la Russia al G7 ha suscitato diatribe.

La levata di scudi degli ambiti che stanno alimentando un maccartismo di ritorno in tutto l’Occidente è stata dura.

Al di là dell’adesione del presidente del Consiglio italiano, la proposta del presidente americano non sembra aver trovato sponde. Ma ritenere che Trump sia isolato così come vorrebbero far credere alcuni circoli, è alquanto ingenuo.

Non sono solo i cosiddetti sovranisti-populisti a ritenere che la distensione con Mosca sia più che necessaria per rimettere un po’ di ordine in un mondo impazzito.

Che poi è quel che ha detto in maniera grezza Trump: “piaccia o no”, sia più o meno “politicamente corretto”, c’è “un mondo da gestire”. E il dialogo con la Russia è inevitabile.

La fascinazione populista e quella globalista

Ma torniamo alla fascinazione dei sovranisti-populisti per Putin, narrazione che rimbalza da media a media, da politico a politico, come un ipnotico mantra.

Tale narrazione va di pari passo a un’altra, quella che vede la Brexit, la vittoria di Trump alle presidenziali e altro come un’affermazione dei populisti contro gli illuminati globalisti.

La Brexit, appunto. Bene, l’esponente politico più duro contro Putin è Theresa May, chiamata a gestire in nome e per conto delle forze cosiddette populiste la Brexit. Anche ieri l’intervento più duro contro Trump è stato il suo.

All’opposto, l’esponente politico che più incarna la necessità di conservare la globalizzazione, ovvero Angela Merkel, pur contraria al ritorno della Russia nel G8, ha con Mosca un filo diretto e continuativo (sul punto vedi Sputnik).

D’altronde basta tener presente che la Cancelliera sta portando avanti il North Stream 2, gasdotto che porterà il gas russo alla Germania bypassando l’Ucraina. Un progetto economico con ovvi risvolti politici e per questo avversato dagli ambiti maccartisti.

Il focus del mondo è altrove

Interessante, inoltre, notare che mentre si teneva il G7, Putin incontrava il presidente cinese Xi Jinpig. Un simbolismo perfetto del nuovo duopolio globale che vede la contrapposizione forzosa Oriente-Occidente.

I due hanno parlato di tante cose. Ma la loro dichiarazione pubblica è stata tutta per l’Iran, ovvero sulla necessità di salvare l’accordo sul nucleare siglato con Teheran.

Si comprende, dunque, perché la portavoce del Cremlino ha dichiarato che il presidente russo non è molto interessato all’apertura sul G8, perché concentrato su altri dossier.

Se, infatti, il presidente russo ha inteso sminuire l’apertura di Trump (e di Conte nel suo piccolo) per attutire le reazioni, ha però anche indicato il focus sul quale si sta giocando il destino del mondo.

Non una ipotetica riammissione della Russia al circolo dei cosiddetti “grandi” (patente alquanto risibile se si considera che ne è esclusa anche la Cina), ma, appunto, il dossier iraniano.

Sul punto Francia, Germania e Gran Bretagna, almeno ad oggi, hanno posizioni convergenti con Putin. E Trump opposte (anche se tenta di divincolarsi da quanti lo hanno costretto a stracciare l’accordo, vedi Piccolenote).

Contraddizioni che indicano come certe narrazioni sono buone per costruire articoli o discorsi, ma non servono a spiegare la realtà, un pochino più complessa.

Banalizzare certe tematiche riducendole a una fascinazione per Putin è esercizio dialetticamente divertente, ma privo di contenuti.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInPrint this page